Panna Cotta con coulis di fragole
Per la serie “Strano ma vero” non avevo mai fatto una panna cotta in vita mia prima di questa.
L’avevo vista preparare da piccola dal mio babbo, in una versione tradizionalissima con il caramello, e mi era sempre sembrata una cosa estremamente, soprattutto nella fase in cui va sformata dallo stampo. Poi sono ho letto le vostre ricette e mi sono incuriosita, soprattutto vedendo che continuavate a dire che era facilissima e velocissima! Per cui ho aspettato paziente la stagione delle fragole e mi sono lanciata nella sua preparazione!
Ho scelto una versione light, metà panna e metà latte, ma anche se era buona non sono rimasta soddisfattissima, per cui la prossima volta mi lancerò nella versione a tutta panna. E magari anche con una copertura di cioccolato fondente fuso…che goduria!!!
La mia idea era quella di evitare di sformare la panna cotta e di mangiarla direttamente nel bicchiere, ma dato che mi era avanzato un po’ di composto, ho deciso di provare gli stampi di silicone. Il risultato stato disastroso…la panna cotta è rimasta per metà attaccata allo stampo…forse ho sbagliato io qualcosa, qualcuno ha da darmi qualche suggerimento in merito? Io sono DECISAMENTE alle prime armi!
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Ingredienti
- 250g di panna fresca
- 250g di latte
- 10g gelatina in fogli
- 100g zucchero
- fragole qb
- il succo di mezzo limone
- 2 cucchiai zucchero a velo non vanigliato
Preparazione
Mettete a bagno la gelatina nell’acqua. Nel frattempo portate ad ebollizione la panna con il latte e lo zucchero. Quando iniziano a bollire spengete il fuoco e sciogliete nel composto i fogli di gelatina strizzata. Versate il composto ancora caldo nei bicchieri lasciando lo spazio per il coulis. Mettete i bicchieri nel frigorifero a riposare per almeno sei ore, meglio tutta la notte.
Lavate le fragole, fatele a pezzi e frullatele con il minipiper insieme al succo di limone e allo zucchero a velo. Infine riempite i bicchieri della panna cotta con il coulis.
Survival Cooking – Ghiacciolo al limone
Il ghiacciolo al limone fai-da-te o anche Quando ero bambino ho schivato il colera per un pelo
Friniscono le cicale e il sole a picco del mezzogiorno irraggia i campi, i pascoli e le rugiadose colline tutte. Tappato in casa, sudato dopo il nascondino mattuttino, un bambino si tritura le palline. La televisione incomincia con i telegiornali e i soldatini – anche quelli non-mutilati –, non regalano più brivido alcuno.
“Mamma, mamma!” chiama il bambino. La mamma sbuffa.
“Mamma, mi annoio! Posso fare i ghiacciolini? Posso?”.
“Va bene, ma lavati bene le mani prima!”
Ecco, le mani me le lavavo, ma direttamente durante la preparazione. Spremendo insieme al limone l’orrenda sozzura delle mie (furono) manine appiccicose. Era una ricetta pulp e non lo sapevo.
Ora che sono un vero uomo, i ghiacciolini li faccio ancora: a mani pulite.
Per quest’intruglio estivo vi occorre:
- Zucchero liquido o sciroppo o sciroppo d’acero (se siete disperati va bene anche lo zucchero normale, quello di canna o anche raschiare la linfa di un albero nelle vicinanze. Poi però non lamentatevi che il ghiacciuolo (sì, con la ‘u’) è dolce in un punto solo – cioè dove si è addensato lo zucchero-non-liquido);
- Nu bello limone varietà biologgica di Surrientooo!
- Acqua minerale naturale;
- 1 statuina della torre di Pisa segna-umidità;
- 1 colino a maglie finizzime;
- uno o più recipienti surgelabili
Cosa dovete fare (se proprio vi va):
1) Prendete un bicchierone di vetro e a seconda di quanti ghiaccioli volete fare riempitelo con dell’acqua. Le persone sommamente intelligenti riempiranno in precedenza con metà acqua i contenitori che saranno utilizzati per fare i ghiaccioli e poi travaseranno l’acqua nel bicchierone (scoprirete dopo perchè metà, anzi meglio un po’ meno della metà).
2) Raddoppiate la dose di acqua con altrettanto succo di limone. Spremete, spremete lu limone beddu o anche più di uno, ehehe.
3) Aggiungete lo zucchero liquido, ad assaggio. Vale a dire con un cucchiaio sorbite e trangugiate via via il liquido mescolando. Quando, a seconda del vostro gusto, ha raggiunto o meno il sapore della melassa acida, fermatevi.
4) Prendete il o i contenitori scelti per fare i ghiaccioli. Qui la fantasia del cuoco si sbizzarrisce. Potete usare tazzine da caffé (con degli stecchini come paletta), delle provette per le urine (pulite, spero), le formine per i ghiaccioli d’acqua, un bicchiere, lo stesso bicchierone con un mestolo infilato dentro (per un ghiacciolo degno di un orco), o ancora qualunque superficie concava in cui è possibile far stare ritto uno stecco di legno. Ai fini puramente didattici e illustrativi di questa ricetta è stato indegnamente utilizzato un fighissimo (e molto snob) stampino in silicone da ghiaccioli della SekkioMart, nota fabbrica di prodotti da ufficio. È veramente un ghiacciolo professionale.
5) Considerate, brutte bestie, che il ghiaccio aumenta di volume, indi provvedete a scolmare, lo so che l’avete fatto troppo pieno.
6) Et voilà, ficcate tutto nel congelatore, evitando di rovesciare il liquido appiccicosissimo sulle melanzane alla parmigiana.
7) Aspettate.
Aspettate ancora.
9) È inutile che controlliate ogni 15 minuti, aspettate.
10) Dopo circa due/tre ore il ghiacciolo è ghiacciolo!
Tiratelo fuori dal freezer è mangiatelo succhiandolo con rumori osceni. Mi raccomando la congestione.
Hummus
Dopo avervi stressato con il racconto del mio viaggio in Giordania come potevo non darvi la ricetta del miticissimo hummus? È stato la base della mia alimentazione per 10 giorni a tal punto che se la mattina non lo trovavo nel buffet della colazione iniziavo a chiedermi, e ora senza hummus come faccio? Che cosa mangio? Ehm..una droga in sostanza.
Per cui tornata a casa se non me lo preparavo rischiavo di andare in crisi di astinenza! Buooooonooo…oddio, forse un po’aglioso!
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Ingredienti
- un barattolo di ceci lessi e il liquido di conservazione
- 2 cucchiai di tahine
- 1 spicchio d’aglio
- succo di mezzo limone
- sale
- paprika
- Olio EVO
Preparazione
Per prima cosa scolate i ceci dal barattolo e conservate da una parte il liquido. Quindi spellate i ceci (questa operazione per la preparazione dell’hummus è sicuramente la più noiosa, ma ne assicura la cremosità).
Nel frullatore mettete i ceci spellati, l’aglio spremuto, il sale, il succo di limone e la tahine. Frullate e verificatene la morbidezza: se è ancora troppo sodo allungate con il liquido dei ceci fino ad una cosistenza cremosa.
Versate in una ciotolina e decorate con un filo d’olio e una soplverata di paprika.




Cantucci ai pistacchi
Survival Cooking – L’omelette del pover’uomo
Pollo alla brace con marinatura alla greca


