10 cose da non perdere a Siem Reap

Quando si pensa a Siem Reap, la prima immagine che ci viene in mente è Angkor Wat: è inevitabile. In questo post dedicato alle 10 cose da non perdere a Siem Reap però, voglio provare a dare spazio anche ad altre esperienze bellissime che abbiamo fatto in Cambogia.
Consideriamolo perciò idealmente diviso in due, cinque cose dell’area di Angkor e cinque cose alternative.

Iniziamo con le cose alternative:

1. Una visita ai villaggi galleggianti sul Tonle Sap

E’ stata un’esperienza bellissima per noi, che è arrivata un po’ così quasi all’improvviso che ci ha proiettato immediatamente nel giusto spirito per affrontare il nostro viaggio nel Sud est Asiatico. Immaginatevi: fine luglio, viaggio programmato il sabato con partenza il lunedì mattina, volo per Bangkok, da lì volo per Siem Reap. Arriviamo in hotel all’ora di pranzo, ci facciamo preparare qualcosa da mangiare. Mentre aspettiamo i piatti parlo con la reception e chiedo se sia possibile andare a visitare il villaggio sul Tonle Sap. Quando? mi chiedono. Adesso! Sì, certo. Ed eccoci proiettati nella Cambogia rurale a 48 ore di distanza dalla vita in ufficio. Palafitte sul lago, tanti pescatori e bambini che fanno il bagno, benzinaio galleggiante, supermercato galleggiante, scuola galleggiante. Uno dei ricordi più belli che abbiamo portato a casa dal nostro viaggio.

tonle sap

2. Un viaggio tra le risaie per arrivare a Bateay Srei

Eravamo indecisi se andare o meno a visitare il Banteay Srei, perchè nonostante questo sia uno dei templi considerato da non perdere, è molto lontano dal complesso di Angkor e in moto-tuk tuk ci vuole più di un’ora per arrivare. Poi ci siamo decisi e alla fine, al di là del tempio che vale la pena vedere perchè è veramente bello e diverso da quelli del complesso centrale, è stato il viaggio nella campagna tra le risaie la cosa che ci è piaciuta di più. Basta allontanarsi di poco dalla zona turistica di Siem Reap per scoprire una Cambogia più vera.

risaie cambogia

3. Entrare ad Angkor Wat dall’ingresso sul retro per evitare l’orda dei turisti cinesi

Il nostro primo giorno ad Angkor abbiamo deciso di prendere una guida che ci accompagnasse e che ci aiutasse a comprendere meglio quello che avremmo visto. Ci ha accompagnato nella visita dei templi principali e abbiamo iniziato la nostra visita proprio da Angkor Wat. Quando siamo arrivati lì non ho visto tanta gente, e non capivo come mai. Quando gliel’ho chiesto mi ha detto che è meglio entrare dall’ingresso sul retro per scoprire il tempio piano piano e più in solitudine. All’inizio ci sono rimasta male, perché non volevo perdermi l’ingresso dal lato previsto per questo scopo…poi quando alla fine della visita siamo arrivati lì…ho capito che aveva perfettamente ragione! Orde di turisti dovunque! per fortuna abbiamo dato retta alla guida!

4. Una chiacchierata con la guida sul massacro di Pol Pot

Le guide sono abituate alle domande degli occidentali su questo argomento, ed è stato piacevole parlare con la nostra, per avere l’opinione di una persona del posto su un argomento tanto tragico

5. Viaggiare in moto-tuk tuk, anche sotto al monsone

Nei nostri quattro giorni a Siem Reap ci siamo sempre spostati con il nostro fedele moto-tuk tuk. Buche, chilometri, orari assurdi e giri inusuali lui ci ha accompagnati dappertutto. Sai nella versione scoperta per prendere più fresco possibile sia nella versione coperta per evitare la pioggia monsonica e le strade allagate!

moto tuk tuk

…e finiamo con 5 classici dell’area archeologica di Angkor. Di questi non vi starò a dare una descrizione dettagliata visto che la potrete trovare in qualunque guida. Vi dico però che questi sono stati i miei templi preferiti del complesso, quindi se andare ad Angkor, non perdeteli!

6. Angokor Wat
7. Bayon
8. Bateay Srei
9. Ta Phrom
10. Neak Poan

angkor

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