10 cose da non perdere in Thailandia

La Thailandia è un posto quasi troppo bello da raccontare in un numero limitato di caratteri. Ma se proprio dovessimo racchiudere il nostro viaggio in “dieci cose da non perdere in Thailandia”, queste sotto sarebbero, appunto le top ten. Ovviamente io e Stefano non siamo MAI d’accordo su nulla, neanche sulla bellezza della Thailandia, e così questo post sarà ecumenicamente diviso in due: cinque cose per me e cinque cose per Stefano…

5 cose secondo Gaia…

  1. Il White Temple di Chiang Rai, chiamato anche Wat Rong Khun. Tra i tanti templi che abbiamo visitato in Thailandia questo è quello che in assoluto mi ha colpito di più. Al di là dell’impatto molto scenografico di tutto quel bianco e delle decorazioni a specchio, mi è piaciuta molto la simbologia che l’artista thailandese che lo ha progettato, Chalermchai Kositpipat, ha inserito un po’ dappertutto. Il ponte che porta all’interno tempio per esempio sormonta un finto fossato in cui si trovano statue di mani supplicanti di anime in pena che stanno sprofondando negli inferi. All’interno poi un sacco di affreschi con anche personaggi della cultura occidentale come Neo di Matrix e Spiderman (che ovviamente rapresentano il male!! ahahaha!!!)White Temple
  2. Il Wat Pho di Bangkok. Tempio imperdibile per chi visita Bangkok. A me è piaciuto molto per tre motivi principali molto diversi fra loro.
    Motivo 1: I mille mila gatti che vivono all’interno del tempio! 🙂
    Motivo 2: La statua del Buddha sdraiato perchè mi piacciono un sacco le statue di Buddha e questa è gigante!
    Motivo 3: Il massaggio che ci siamo fatti alla fine della visita all’interno della scuola di massaggi del tempio (che, by the way, è una delle più importanti di tutta la Thailandia!)
  3. Wat Chaiwatthanaram di Ayutthaya. Siamo stati ai templi di Angkor immediatamente prima di visitare questo ad Ayutthaya e ciò ha fatto sì che perdesse parte del suo fascino, perchè il tempio è sempre il stile khmer, e ovviamente rispetto al sito cambogiano, ha dimensioni ridotte. Detto ciò: per chi visita solo la Thailandia è veramente un tempio imperdibile e pieno di fascino.
  4. Wat Si Chum a Sukhothai. Avevo visto delle foto di questo Wat ma devo dire che quando l’ho visto con i miei occhi…sono rimasta a bocca aperta. Una statua del Buddha altissima inscatolata un un piccolo edificio senza tetto, in modo tale da imporre una visione dal basso verso l’alto. Sicuramente il Wat più bello del parco archeologico di Sukhothai.wat-si-chum
  5. Erawan Shrine a Bangkok. Ci siamo capitati per caso, e ci siamo soffermati a osservate la vita che scorreva intorno a questo tempio: persone che pregavano, danzatrici negli abiti tradizionali e bancarelle di fiori e di piccoli uccelli tutto intorno. Non sapevamo nulla di questo tempio ma siamo rimasti comunque incantati a guardare. Quando sono tornata a casa ho scoperto questo articolo di Andrea in Thailandia e ho capito quello che mi ero trovata inconsapevolmente davanti.

 

…e 5 cose secondo Stefano

  1. Vivere il traffico delle città thailandesi e di Bangkok. Dopo aver visitato un bel po’ di città asiatiche uno pensa di essersi abituato a tutto, no? Ai clacson di Katmandu, agli ingorghi pestilenziali di Nuova Delhi, alle processioni di macchine in uscita e in entrata da Shenzen (Cina) verso Hong Kong. E invece… I thailandesi mi hanno spiazzato di nuovo! Sono guidatori completamente folli, ma del tutto a modo loro. Sono correttissimi, spericolatissimi, un ossimoro vivente: non suonano il clacson ma si infilano in qualunque buco la strada offra loro. Sfidano le leggi della natura e il divieto di compenetrazione dei corpi. Affidatevi a un tassista o guidatore di tuk-tuk locale se vi piace il brivido e siete attratti da una “calma” sfida alla gravità. Inutile dire che pulmini di tutte le forme e colori spadroneggiano e le motorette 125cc e 250cc sono le regine della strada. Unico problema? L’ora di punta. A Bangkok si formavano code senza inizio e senza fine, lunghissimi serpenti naga di metallo, silenziosi, ordinati e purtroppo immobili. Volete fare un’esperienza indimenticabile? Prendetevi un tuk-tuk nell’ora di punta a Bangkok, mentre imperversa il monsone, e dite al guidatore che avete fretta di prendere un aereo. Noi l’abbiamo fatto: poi mi direte!traffico-bangkok
  2. Il cibo speziato e misterioso. Io mangio tutto, o quasi. Odio i pisellini verdi nostrani, ma adoro il piccante. In thailandia ero in paradiso. Zero pisellini verdi e peperoncino a valanghe! Ho amato alla follia la salsa Panang, una sensazione dolce e salata, piccante e delicata, insieme. Il Pad Thai mi ha spiazzato, ad Ayutthaya ne ho preso un piatto enorme. Ero affamato e l’ho quasi finito tutto. A un certo punto mi sono accorto che tutte le carotine del piatto, piccoline, tagliate alla julienne, avevano due puntini neri a una estremità. Perplesso ho chiesto a Gaia, che mi osservava da un po’: “Amore, ma perché queste carotine hanno due puntini? Sembrano due occhi! Ehehe…”. Gaia è rimasta in silenzio un paio di secondi e mi risposto: “Stefano, quelle non sono carote…”. Erano minuscoli gamberetti! Non so perché ma la cosa mi ha fatto un po’ senso e suscitato grande ilarità. Però il Pad Thai era buonissimo! Infine, sempre in tema culinario, raccomando un corso di cucina a Chiang Mai. Noi ne abbiamo fatto uno a Chiang Mai (qui) e si capisce perfettamente il segreto di tanta meravigliosa gioia spirituale e sapidità nei piatti. Provate a farvi insegnare come si fa il curry rosso e con quanto peperoncino!
  3. La chiacchierata con il monaco. Siete persone spirituali? il buddhismo theravada vi ha sempre affascinato? A me sì, e quando ho scoperto che nel tempio di Wat Chedi Luang, proprio nel centro di Chiang Mai, era possibile passare del tempo con un monaco a discutere, non ho perso l’occasione. I monaci sono gentilissimi, parlano un discreto inglese e rispondo alle curiosità delle persone, dando la loro interpretazione della realtà e dei problemi del mondo,  spiegando l’approccio theravada alla dottrina. Il nostro monaco era giovanissimo, con un sorriso incredibile. Abbiamo passato con lui più di un’ora e devo ammetterlo, a me l’intera esperienza ha dato pace.
    monaci-thailandesi
  4. Patpong, Soi Cowboy e Nana Plaza. Questi posti in realtà non sono edificanti. E non mi sono realmente divertito ad andarci. Ma fanno parte in qualche modo dell’immagine stereotipata che l’Occidente conserva della Thailandia. Per questo volevo vedere con i miei occhi se le storie di vecchi papponi e giovani ragazze thai fossero vere. Purtroppo lo sono. Queste tre “vie” di Bangkok, perché di questo si tratta ormai, di tre vie o poco più, quasi recintate e “a parte” rispetto al resto della città, sono affollatissime di curiosi, venditori di paccottiglia e… prostitute. Escono da tutti i locali sulla strada, sono parecchio giovani, parecchio ignude e parecchio carine. La cosa è “tollerata” dalle autorità, perché porta tanto movimento di denaro (si dice oltre il 10% di tutto l’indotto turistico complessivo), soprattutto da parte di vecchi turisti europei, americani, indiani e cinesi. Una specie di Amsterdam asiatica, più simpatica, ma anche più squallida.
  5. I massaggi, in qualunque forma e a qualunque ora. Ebbene lo ammetto, farmi ciancicare disteso su un lettino è una delle più grandi ambizioni della mia vita. In Thailandia sono dei maestri. La mia prima esperienza l’ho fatta con un nerboruto ladyboy a Chiang Mai. Quando ho visto che mi sarebbe toccato lui/lei come massaggiatore volevo scappare o simulare un malore. Poi invece mi sono fidato e la sera successiva siamo tornati di nuovo lì! Un’ora di total body è una specie di benedizione. Se ne esce nuovi. Dopo una giornata passata a camminare, sudati come bestie, sdraiarsi e farsi stiracchiare ogni singolo muscolo del corpo è stata una delle cose più belle della vacanza. Fatevi massaggiare ogni volta che vi capita! Testa, piedi, tutto il corpo. In Thailandia non c’è alcun significato aggiunto o (pre)giudizio compreso. E’ un lavoro che fanno tutti, è la cosa più normale del mondo. E un’ora costa tipo 6 euro… Come mi manca!
    Massaggi Thai

2 thoughts on “10 cose da non perdere in Thailandia

  1. Partyepartenze

    Ammettiamolo… lasciamoci anche andare a qualche lusso in più! In Thailandia si trova il lusso più economico dell’Asia! Grande Paese: una benedizione tra i fiori di loto.

    Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *