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CookBook #11: Pausa pranzo
Pausa pranzo: come stare lontano dai bar e vivere felici
di Stefano Arturi
Ho deciso di chiudere in bellezza la mia piccola rubrica sui lunchbox parlandovi di questo libro che ha un sottotitolo davvero invitante…Come stare lontano dai bar e vivere felici: chi non lo vorrebbe?
Sicuramente ci saranno molti di voi che ogni giorno ‘pendolano‘ verso il lavoro facendo diversi km con i mezzi più svariati, e che a pranzo proprio non possono tornare a casa. Per me è così e non credo che le cose miglioreranno tanto facilmente. Per cui, onde evitare di di finire il portafogli e sfinire lo stomaco, a volte diventa proprio una necessità portarsi il pranzo da casa.
Io sinceramente dopo una settimana passata a pranzi fuori ho il bisogno fisico di mangiare qualcosa che sia preparato dalle mie mani.
Questo libro l’ho comprato proprio per vedere di arrivare alla fine della settimana NON sfinita dal cibo da ristorante/bar.
Ci sono dentro un sacco di consigli, su come conservare i cibi che ci portiamo da casa, su cosa tenere in dispensa per schiscette dell’ultimo minuto e poi, ovviamente, ci sono un sacco di ricette e di idee..come c’è scritto in quarta di copertina: un’ideario piuttosto che un ricettario.
Un neo: non ci sono fotografie e io ODIO i libri senza fotografie. Non posso farci niente…
I miei segnalibri: baguette frittata e asparagi, l’avocado in tre panini, orecchiette fredde con ciliegini, basilico e mozzarella di bufala, pilaf di bulgur al pomodoro con melanzane arrostite e timo, noodles freddi al sesamo e pepe Szechuan, vellutata di piselli, frittata con le zucchinelle e i loro fiori, insalata alla tunisina con carote e harissa, insalata di patate-folgorazione, tonno grigliato con salsette varie, crema di albicocche, yogurt e finto caramello
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CookBook #10: Innocent smoothie recipe book
Che dire di questo libro..io ADORO gli smoothies della Innocent, ma purtroppo non si sono decisi ancora a commercializzarli qui in Italia, quindi come si fa? Si compra il loro libro di ricette e si fanno in casa! Mi sembra la soluzione perfetta, no?
Un unico neo: per tante ricette serve l’attrezzo per fare le centrifughe, e io non ce l’ho…anche se, ovvuamente sto meditando di comprarmelo!
Il libro è molto carino e contiene ricette un po’ per tutti i gusti, sia le loro ricette classiche (come ad esempio lo smoothie fragola e banana), sia altre innovative (come broccoli, pera e kiwi). Ci sono sia gli smoothies, sia i thickies, sia i juices che i veggies! Insomma, se anche voi amate il genere non potete lasciarvelo scappare.
Per testarlo ho deciso di provare il thickie (ovvero uno smoothie molto denso) Breakfast on the beach, perfetto quindi per una delle nostre fresche colazioni estive. Buono da portarsi dietro dentro un barattolo di vetro, per fare per una volta colazione sulla spiaggia, quando ancora l‘aria è fresca, tersa, il mare calmo e intorno a noi ci sono ancora pochssimi bagnanti..
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CookBook #9: How to be a domestic goddess
“How to be a domestic goddness” di Nigella Lawson
Su questo libro ho delle opinioni un po’ contrastanti, forse perché mi ero aspettata molto e in parte le mie aspettative sono state disattese. Cioè: chi di voi pulzelle non vorrebbe essere una domestic goddess? Io lo vorrei, assolutamente. Anche perché sono tutt’altro, mi si potrebbe definire una domestic distaster piuttosto.
Cmq, nessun reale consiglio su come diventarlo davvero. Il libro è pieno invece di ricette goduriose con chili di zucchero e di burro, ma forse è grazie all’iperglicemia di tutta la famiglia che si diventa delle dee!
Vi passo poi un altro paio di dettagli negativi su questo libro e poi passiamo finalmente alle note positive:
1. Perché ci sono così poche foto? Un libro di cucina per funzionare bene deve avere una foto per ogni ricetta. Per me è importante vedere a che risultato potrei aspirare.
2. Le dosi degli ingredienti sono in cups. Questo potrebbe essere un problema della versione che ho comprato io, e magari in giro se ne trovano anche con la conversione in grammi. Sta di fatto che per provare la ricetta, visto che per convertire le cups, non basta una semplice equazione matematica ma bisogna verificare di volta in volta la consistenza degli ingredienti, ho deciso di lanciarmi e di usare per la prima volta i misurini da cups che mi ha portato la mamma dagli USA. Risultato: un disastro, non ce la posso fare, io sono una donna da sistema metrico decimale!
Qualcosa di bello però ovviamente questo libro ce l’ha, senno non sarei qui a parlarvene: le ricette fanno venire l’acquolina in gola. Non solo quelle dolci, ma anche quelle salate! Parliamo per esempio del capitolo dedicato al cioccolato: tutte ricette da provare!
I miei segnalibri: easy almond cake, boston cream pie, baby bundt, carrot cupcakes with cream cheese icing (capitolo sui cake), irish blue crackers, strawberry shortcakes (capitolo su cookies, scones e muffin), zucchini and chickpea filo pie, cornish pastries, cheese, onion and potato pies, black and white tart (capitolo sui pie), torta alla gianduia, chocolate-pistachio cake, chocolate mousse cake, chocolate-raspberry tart, pain-au-chocolat pudding (capitolo dedicato al cioccolato).
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Panini da hamburger
Marmellata di arance
Cupcake arancia e mirtilli rossi