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{Guest Post: Alessandra di UnaZebrAPois} AN…che?
Oggi vi lascio in compagnia di Alessandra, autrice del blog UnaZebrApois, che ci farà conoscere la costa dei dintorni di Ancona!
Toc toc…
…chi è?
… c’è Posta per Te!
Ringraziando il cielo non era la De Filippi, ma la mia Patata preferita
e da quella fatidica mail sono nati meravigliosi post che vi hanno accompagnato per parecchie settimane… ora tocca a me e io notoriamente soffro di ansia da prestazione… sono la conclusione di queste ospitate (come sono televisiva, come parlo ccciovane, manca solo l’RVM e siamo a posto ;PP) e mo’ che mi invento!? Di che scrivo!? Cosa posso spiegarvi IO che voi già non sappiate!?
Mumble mumble… se c’è una cosa che ho capito negli anni è che quando vai per l’Italia e ti chiedono di dove sei, se sei d’Ancona (Capoluogo di regione, eh, mica ciuffoli!) per loro manco esisti sulla cartina… -.-‘
E visto che in questo periodo il profumo di viaggi, il sapore delle valigie da preparare e la voglia di esplorare il mondo si fa sentire con prepotenza, vi vorrei far incuriosire un po’ sulla mia città e dintorni ![]()
Non vi parlerò però di questo o quel monumento, nooooo… sarebbe troppo noioso! Siccome per me la mia è una città da visitare esclusivamente d’estate, vi parlerò delle mie spiagge…
Ancona deriva dal greco Ankon che significa “gomito” e proprio il suo essere “spigolosa” fa sì che il sole sorga e tramonti sempre sul mare.
Le nostre spiagge sono diversissime le une dalle altre…
C’è Palombina, sabbia fine, acqua bassa, l’ideale per le famiglie con i bimbi al seguito perché per farti arrivare l’acqua alla cintola devi macinare un bel po’ di metri nell’acqua! La sera i locali sulla spiaggia organizzano feste ed eventi a partire da Giugno fino alla fine delle vacanze
se vi posso consigliare un ristorante-pizzeria per la cena direi “il Picchio beach” e mi raccomando: chiedete di mangiare a bordo piscina ;P
(ok, no comment… mi diverto ancora a fare i castelli ehm… le sirenette di sabbia ^.^ )
Poi c’è il Passetto, l’unica spiaggia in città…
Alla fine del viale, dove spicca il Monumento ai Caduti, c’è una ripida scalinata che porta ad una costa di ehm… cemento, sì, lo so, fa strano, ma la cosa più caratteristica sono le grotte scavate nella roccia… i proprietari spesso ci vanno persino a dormire la notte!
N.B. : Per i più pigri c’è l’ascensore (prossima foto, sulla destra) che fa la spola tra il Monumento (prossima foto, immagine a sinistra) in alto e la spiaggia in basso!
Sempre davanti al monumento c’è il ristorante “il Passetto” , famoso per la qualità (e i prezzi non proprio abbordabili ;P)
Altra spiaggia altro regalo! Ecco a voi Portonovo, la MIA spiaggia… o meglio, le MIE!
Il Molo, la Torre e la Capannina sono le tre spiagge nate ai piedi del Monte Conero, se siete in forma e avete voglia di scarpinare aggiungo anche Mezzavalle, irraggiungibile con i mezzi, ma solo a piedi (o con la barca!) mediante un ripido stradellino sterrato… ma fidatevi: vale la pena!
In queste spiagge (eccetto mezza valle che ha i sassolini!) ci sono sassi di calcare , bianchi e tondi come uova perché smussati dal mare; l’acqua fa invidia alle spiagge greche e sarde, e noi diciamo che “cume ce se bronza a purtonovo nun ce se bronza da nisciun’altra parte!”… in una parola ME-RA-VI-GLIO-SO! (a parte il dialetto ;P)!
Da vivere dalle 8.00 alle 20.00 spalmati al sole
e poi un bell’aperitivo in uno dei ristorantini in loco! (io vado sempre alla Torre! Ma tutte le spiaggette sono da visitare!)
Infine si va per quel di Sirolo-Numana-Marcelli…
Sirolo è la più bella, le spiagge raggiungibili con comode navette sono una chicca e di sera il piccolo corso è un’ottima meta per il dopocena! Da non perdere il ristorante “da Silvio” non tanto per la qualità del cibo, che è buono, eh, sia chiaro, ma soprattutto per la super location: ha tre lati completamente vista mare! Poi c’è Numana, carina, ma non la mia preferita! Per il mare consiglio la “spiaggiola”, dietro il porticciolo turistico, poco affollata e ben ventilata: una manna, di domenica!
Marcelli è una spiaggia di “sassolini” (ehm, non sapevo come chiamarli… tipo la ghiaia, per intenderci ;P) per le famiglie e per i ragazzi, un po’ come palombina, senza il tormento della sabbia che ti si appiccica ovunque e neanche quello dei sassi che ti si puntano sulla schiena!… comoda e pratica! ;P
Ok, io vi ho parlato di ristorantini eccetera, ma cosa assaggiare ad Ancona!?
In primis pescepescepesce, il brodetto, lo stoccafisso all’anconetana (famoso quello del ristorante Gino link , dell’omonimo hotel di fronte alla stazione … posto che definirei “brutto ma buono” , esteticamente lascia a desiderare, ma è stellato Michelin!) e il fritto misto dell’Adriatico, bbbono!!!
Non dovete assolutamente perdervi la pizza col formaggio di Linea Pane, la pizza con i grasselli, il ciauscolo (un ottimo salame spalmabile), i vincisgrassi, che sarebbero una variante delle lasagne, un po’ più ricche e un po’ più unte
Tra i vini rossi il Rosso Conero e la lacrima di Morro d’Alba, tra i bianchi il Verdicchio dei Castelli di Jesi, ma andando un po’ più verso Ascoli Piceno anche la Passerina, il Pecorino d’Offida, il Falerio…
Insomma, questi sono i miei sapori, le mie spiagge, i miei posti, il mio mare, e se per caso doveste passare di qui dovete assolutamente prendervi un caffè qui…
…a casa mia ^.^
{Guest Post: Mari di Anemone’s corner} A spasso per l’Alto Salento
Oggi vi lascio in compagnia di Mari, autrice del blog Anemone’s Corner, che ci porterà a spasso con lei per l’Alto Salento!
Ultimamente vanno di moda gli elenchi: ne avrei uno anch’io!
- Mari: fai le cose con garbo [ parlo da sola per ricordarmi di essere educata: oggi sono la guest-blogger di Gaia, eh! ]
- Educata sì, ma non sdolcinata: di gente che racconta storie strazianti sulla propria terra, le proprie radici e bla bla bla ne è piena la blogosfera! Per tutto il resto c’è Maria de Filippi.
- Breve ma intensa allora? Sì, dài: dritta al succo del discorso! Non ti perdere in chiacchiere!
Bene, secondo voi ci riesco? Ma anche no.
Partiamo: direzione Sud! E come viene, viene!
Mi presento: sono Mari, altosalentina doc ( please! ), studentessa a Bologna e “titolare” del blog Anemone’s Corner. Questo giovedì sono qui per raccontarvi e mostrarvi qualcosina della zona d’Italia in cui sono nata e cresciuta. Non siamo solo in Puglia, ma in Alto Salento, eh! Attenzione: perché siamo orgogliosi di esserlo e parecchio rigidi in merito!
Bene, come avrete capito, oggi sarò tremendamente di parte: e sebbene io ammetta tutti i limiti e i difetti della mia terra non posso proprio non amarla! Io sono la mia terra, con i suoi colori, la sua luce, i suoi scorci unici. Ogni volta che torno scopro qualcosa di nuovo, e mi ritrovo puntualmente a meravigliarmi di tanta bellezza: “Ma come mai non me n’ero accorta prima? Dov’era tutto questo? Ma qui, dietro casa!”
E poi, questa parola: casa. Guardare fuori dal finestrino del treno e vedere i primi muretti a secco è il messaggio in codice: ci siamo, tra poco scendo, sono a casa. Camminare per stradine strette e conoscerne ogni angolo, capirne i dialetti e sapere che il suolo che calpesti è tuo, da sempre, è una sensazione unica. Un po’ come una novella Rossella O’Hara che ritrova la sua Tara! Il senso di appartenenza non si può spiegare, ma io è così che mi sento così ogni volta che ritorno.
Ed ora l’angolo delle dritte, se avete in mente di trascorrere qualche giorno delle vostre vacanze nella mia zona non potete proprio perdervi:
Ostuni: il suo dedalo di stradine bianche è unico e meraviglioso. Sembra di camminare per un labirinto senza via d’uscita! Apprezzate il piacere di perdervi per un po’ e salite, scendete, per poi salire e scendere ancora, senza mai trovare il punto di partenza. Ammirate il rosone della Cattedrale e la piazzetta vista in tante pubblicità e, tra una foto e l’altra, fermatevi per un aperitivo da “Riccardo” e per una vera pizza napoletana da “Il Posto Affianco“. Per cenare andate sicuri “Al Solito Posto” e per un bel dolce da “La Cassata” o da “Ciccio Pastigel“. Poi trovate questa targa su una delle tante pareti bianche:
“Tu non conosci il Sud, le case di calce
da cui uscivamo al sole come numeri
dalla faccia d’un dado”.
( da “Foglie di tabacco” di V. Bodini )
E pensatemi. Io mi ci fermo sempre, leggo, sorrido e velocemente rotolo via.. proprio come un dado.
Subito dopo prendete la macchina e scendete verso il mare: molto caratteristica e raccolta è l’atmosfera che si respira nel porticciolo di Villanova, una delle marine di Ostuni.
Cisternino: è uno dei borghi più belli d’Italia! E, ormai, una tappa obbligata se passate in zona: questa cittadina, dal curatissimo centro storico, è diventata il punto di ritrovo se si vuole gustare dell’ottima carne nei tipici fornelli, ossia macellerie con annessi forni a legna! E’ davvero caratteristico mangiare in uno di questi posti, seduti per queste stradine bianche e strette. Il mio consiglio è quello di arrivare qui intorno alle 19:30 ( non dopo, mi raccomando! ) e di dirigervi verso il famosissimo fornello di “Zio Pietro“: entrate, ordinate la carne che più vi ispira dal bancone, e ve la fate preparare al momento! Le costate di maiale sono uniche in questo posto. E se vi piacciono: turcinieddi e marretti a volontà!
Carovigno: piccolo paesino medievale con un meraviglioso castello, dal rarissimo torrione a mandorla: il castello Dentice di Frasso. L’ampio atrio è lo scenario incantevole di foto da matrimonio e rappresentazioni teatrali. E’ un paese modesto, ma citato in molte guide per via de “L’Osteria già sotto l’arco“. Qui, se avete un po’ di soldi da spendere potrete assaggiare un’eccellente cucina pugliese. Visitate le tante chiesette del centro storico e poi di nuovo in macchina, a 3km dal paese, per visitare il Santuario della Madonna di Belvedere: meta di pellegrinaggio e luogo mariano unico nel suo genere, gode di una vista e di un’arietta niente male! Scendete nelle grotte per guardare il vecchio disegno rupestre e subito dopo, fuori dal sagrato della chiesa, bevete un po’ di acqua dell’Acquedotto Pugliese, il più grande d’Europa.
Se volete pernottare in un B&B ne ho uno in particolare da consigliarvi: il B&B “nella Terra”, una casa antica situata nel centro storico del paese, il cosiddetto “rione Terra”.
Voglia di mare? Allora catapultatevi a Torre Guaceto, non potete perdervi quest’oasi marina protetta dalle acque cristalline in cui tuffarsi per fare immersioni e corsi di vela. Tantissime le attività che offre il luogo. E poi volete mettere: mare incantevole + riserva naturale protetta= tutto gratis. Insomma, non so se mi spiego.
Oria: visitate il bel centro storico e soprattutto il Castello di Federico II, restaurato da pochissimo, da cui godere di una vista mozzafiato. Ho tanti bei ricordi legati a questo posto: salire in cima e guardare tutta la piana intorno è uno dei più dolci della mia infanzia.
Mesagne: passateci di sera, passeggiando mano nella mano per il centro storico pieno zeppo di bei localini. Prendete uno dei saporitissimi panini da 2 euro subito dopo l’arco principale della città e continuate a camminare fino a piazza Orsini. Qui, se siete fortunati, potrete assistere ad una rappresentazione teatrale in dialetto!
San Michele Salentino: piccolissimo paese che negli ultimi anni ha subito un bel rilancio! Carini i negozietti del centro ed insuperabile la carne di Leonardo presso la macelleria-fornello-rosticceria “La Lanterna” in Via De Amicis 12: l’ atmosfera è assolutamente spartana, ma sono quasi sicura che questo sia il miglior posto dove mangiare carne in tutta la provincia di Brindisi! Chiedete alla gente del posto informazioni al riguardo: su internet non vi è traccia di questo locale! =__=
Brindisi: come dimenticare questa città di mare, antichissimo porto e snodo commerciale? Non è propriamente meta di turismo di massa, ma io un giretto per le vie del centro ve lo consiglierei!
Dài, su: venite o no a ballare in Puglia con me?
A presto! E grazie davvero a te, Gaia per la bella opportunità! Mi sono emozionata, sai?
{Guest Post: Marzia di White Dark Milk chocolate} Guida al bento
Oggi vi lascio in compagnia di Marzia, una delle cioccolatine del blog White dark milk Chocolate che ci insegnerà a fare un bento con i fiocchi!
Questa settimana l’appuntamento con i lunch box è doppio, perché dopo il cous cous in “scatola” della proprietaria anche io vi parlerò di lunch box ma in un modo diverso… Vi parlerò dei bento, coloratissimi contenitori di origine giapponese, dentro ai quali il cibo viene disposto a regola d’arte per creare forme, disegni, personaggi ed essere esteticamente piacevole, quindi perfetto anche per convincere i bambini a mangiare!
In questo post vi farò una piccola introduzione ai bento, agli accessori necessari e come comporne uno. Senza troppe pretese dato che sono un’amante ma non un’esperta, ma almeno può essere un’infarinatura per le neofite…
Come sono fatti i bento?
I bento sono dei contenitori portapranzo in genere di plastica, ma potete trovarli anche in legno e metallo. Quelli più pratici da utilizzare sono in plastica e possono andare sia dentro il forno a microonde per riscaldare le pietanze, che in lavapiatti, anche se per bento decorati con figure o disegni è sempre preferibile il lavaggio a mano. Può essere composto da uno o più livelli impilabili e può avere già dei divisori interni come il mio di Hello Kitty. La chiusura può essere ermetica (consigliata) o a click-clack. Quasi sempre per mantenerli ben chiusi si utilizza una bento belt, un elastico che tiene fermi i vari contenitori che compongono il bento.

Dove trovare i bento?
I più semplici potete trovarli anche nei supermercati o nelle cartolerie ben fornite chiedendo dei portamerenda. In genere hanno due piani, e sopra la figura di qualche cartone o eroe. Per quelli più professionali e elaborati la migliore risorsa è eBay, in particolare i venditori giapponesi che hanno ogni tipo di bento, accessorio, cutter o mold. Ci sono anche siti specializzati con prezzi molto vantaggiosi come ad esempio Casa Bento.
Cosa mettere in un bento?
Il bento costituisce un pasto completo, in genere il pranzo, quindi deve darvi il giusto apporto di vitamine, proteine e carboidrati per consentirvi di andare avanti tutto il giorno. Ogni bento dovrebbe avere dentro una porzione di riso o di pasta (o cous cous, orzo, quello che volete), un po’ di verdura, proteine sotto forma di carne o perché no un bell’ovetto con qualche forma simpatica, e ovviamente una piccola porzione di frutta.
Quali sono gli accessori?
Per comporre i bento si usano molti accessori, a partire dai mold per dare forma alle uova sode e agli onigiri, passando per i cutter o semplici tagliabiscotti che servono per tagliare verdure, formaggio o quello che la vostra fantasia vi suggerisce. Molto importanti sono anche i picks, che troverete in ogni forma e colore, e serviranno per formare dei piccoli spiedini o che userete per prendere il cibo senza sporcarvi. Per evitare che il contenuto del vostro bento si deteriori, dovete condire il tutto solo all’ultimo, e potete quindi riporre salse e condimenti in piccole bottigliette di ogni forma: maialini, pesciolini, carotine, ecc.. Per separare i diversi cibi potete invece utilizzare della sushi grass o semplicemente dei pirottini di carta o in silicone, meglio se colorati! Ovviamente non ci dimentichiamo le posate: potete usare le bacchette in perfetto stile giapponese, o piccole posate a misura di bento, sono perfette quelle per bambini!

Bento ricetta
Passiamo alla parte pratica e vediamo come comporre un bento e come cucinarne il contenuto! In questo bento leggerissimo troverete:
- 3 ravioli di verdura al vapore da mangiare col pick accompagnandoli con la salsa di soia nel contenitore a forma di maialino

- riso basmati con pollo e verdure 
- sidedish con albicocche e ciliegie

Vediamo la ricetta del riso:
Ingredienti:
- 50 gr di riso basmati
- 1 fetta di petto di pollo
- mezza zucchina
- 2 fiori di zucca
- poca cipolla tritata
- olio e salsa di soia qb
Preparazione:
Portate un pentolino d’acqua a ebollizione, salate e fate cuocere il riso basmati per il tempo indicato (circa 12 minuti). Nel frattempo in una padella fate dorare la cipolla in un filo d’olio e aggiungete il petto di pollo tagliato a dadini. Quando il pollo è colorato aggiungete anche la zucchina tagliata a dadini e condite con salsa di soia. Solo a fine cottura aggiungete i fiori di zucca tagliati a tocchetti e fateli ammorbidire leggermente prima di spegnere il fuoco. Scolate il riso e aggiungetelo in padella insieme al pollo e alle verdure, fate saltare fino a quando non sono ben amalgamati e condite a vostro piacere con un filo d’olio e salsa di soia.
Questo riso leggero e saporito è perfetto anche da gustare come piatto freddo se non avete a disposizione un microonde. L’idea giusta per un pranzo al mare o un pic-nic in campagna! Avvolgete il tutto in un bel furoshiki o mettete il vostro bento in una borsa termica e siete pronte per il vostro lunch box tutto alla giapponese!!












































Panini da hamburger
Marmellata di arance
Cupcake arancia e mirtilli rossi