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Bangkok è immensa. Cosa fare quattro giorni a Bangkok è un interrogativo dai contorni perfino angoscianti, misteriosi. Chi non si sente spaventato dalla semplice mole della città, dalla sua complessità? Sì, perché Bangkok è totalmente diversa dalle altre città dell’Asia e straordinariamente asiatica allo stesso tempo: è il traffico infinito della rush hour, le strade curate e ben segnalate e perennemente allagate dal monsone, è l’insieme dei suoi oltre 8 milioni di abitanti (14 e passa se si considera l’intera Bangkok Metropolitan Region). Palazzi di vetro e cemento, strade dedicate alla moda, ristoranti, finanza, accanto ai vecchi quartieri mai restaurati di China Town dove le case sembrano così fitte da reggersi disperate una alle altre, come vecchi ubriachi fuori da un bar, dove le Vespe d’importazione ancora camminano gloriose, lontanissime da Pontedera.

Bangkok è un turbine di facce e di odori, di calore tropicale, di incenso nei mille templi e di cibo, cotto a ogni angolo di strada. Bangkok è soprattutto il suo fiume, il Chao Praya, maestoso e sporco, capace di grandi piene purificatrici e momenti di inaspettata calma, di svolte e anse raccolte, piccole oasi, dove ai bordi della corrente crescono le ninfee. Bangkok: la città dal nome lunghissimo, che in breve (!) i Thailandesi chiamano Krung Thep Maha Nakhon, la mitica, la sempre sveglia, la capitale del turismo sessuale e gastronomico dell’Asia, eppure così devota, così rispettosa.

Bangkok è un enigma. Un enigma da sciogliere con qualche accorgimento e tanta pazienza. Per capirla, credo servano anni. Per visitarla, almeno nelle sue parti essenziali, quattro giorni possono bastare; ma non fatevi prendere dall’angoscia. Semplicemente camminare in questa città è una scoperta che vale il viaggio. Quindi il consiglio è non cedete alla frenesia, non esagerate. Noi abbiamo fatto così e pur macinando chilometri a piedi, siamo riusciti a rilassarci nel mezzo della metropoli: un altro dei paradossi magici della Thailandia!

Di seguito, divisa in quattro parti, ecco la nostra proposta su cosa fare quattro giorni a Bangkok!

Primo giorno a Bangkok

Il nostro primo giorno a Bangkok è stato di assoluto relax. Abbiamo scelto di mettere la capitale in fondo al nostro viaggio e siamo arrivati dunque nella “civiltà” dopo una serie di trasferte in bus e visite ai templi abbastanza faticose: da Chiang Rai (nord), fino a sud. Siamo arrivati in città di sabato e da buoni “italiani del week-end”, abbiamo preso lo Skytrain insieme ad altre migliaia di persone in direzione del Chatuchak Weekend Market.

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Una delle migliaia di bancarelle del mercato

Definirlo un “mercato” è riduttivo. E’ un’area di svariati chilometri quadrati dove si trova sostanzialmente di tutto. Non immaginatevi solo la paccottiglia tipica di qualunque mercatino asiatico, ovvero pessimi falsi (borse, cappellini, orologi, magliette, ecc.). C’è anche quella, insieme a un’infinità di prodotti di ogni genere, dagli alimenti per gli animali ai prodotti di bellezza organici e naturali, passando per mobilio, antiquariato, stampe, vestiti di stilisti locali, bancarelle di cibo preconfezionato, articoli per la casa, casalinghi… di tutto. Un giorno intero non basta per visitarlo tutto. Il mio consiglio? Prendetevi un cocco fresco da bere e lasciatevi trasportare dal torpedone umano di visitatori (tra cui moltissimi thailandesi) all’interno delle parti più strette e nascoste.

In questo mercato sorridete, chiedete i prezzi, trattate abbondantemente. Fatevi cullare dal caldo inumano dei corridoi tra le bancarelle e ogni tanto date un’occhiata all’alto orologio in stile coloniale che sovrasta la piazza (gigantesca) del mercato, in modo da non perdervi. La parte più interessante per me è stata quella dei prodotti artigianali locali, in legno e pietra e quella dell’antiquariato. Se cercate un Rolex usato (o meglio, probabilmente una copia quasi perfetta, venduta a poco meno dell’originale!) questo è il luogo adatto, ma tra le bancarelle si trovano anche Seiko originali, Orient e perfino qualche strano marchio thai!

Dopo una simile orgia di colori, gente e caldo asfissiante (noi eravamo lì ad agosto), consiglio un’atmosfera più rarefatta, magari in serata un giro in uno dei lussuosissimi mega centri commerciali. Noi abbiamo scelto il Terminal 21, uno dei più chic, costruito come un aeroporto. Ci sono un sacco di ristorantini e pseudo bancarelle di cibo Thai, da provare, anche perché sono relativamente economiche!

Per concludere in bellezza (o in squallore, sono vere entrambe le cose) potreste rientrare in albergo passando fugacemente da una delle strade a luci rosse per cui Bangkok è famosa: Pat Pong, oppure Soi Cowboy o ancora Nana Plaza. Qui vedrete parecchi turisti effettuare un diverso tipo di shopping… Non molto edificante. Ma anche questo mercimonio contornato di luci al neon e musica assordante, più triste che scandaloso a dire il vero, fa in qualche modo parte della città.

Secondo giorno a Bangkok

Dopo lo shopping volevamo tornare alla parte “mistica” del viaggio, all’introspezione e alla cultura. A Bangkok non mancano questi aspetti. Con un battello  sul fiume Chao Phraya, insieme a un’orda incessante di turisti cinesi e tra gli sprazzi di un monsone che sembrava più che altro il sistema di irrigazione di una serra (pioggia/sole, pioggia/sole, tutto il giorno, in un’afa micidiale) abbiamo visitato tutti i templi principali della città. Il Wat Arun, o tempio dell’alba, con la sua altissima guglia istoriata in stile khmer. Poi il Wat Pra Kaew, all’interno del magnifico Palazzo reale, chiamato anche Tempio del Buddha di Smeraldo. Infine il Wat Pho, o Tempio del Buddha Sdraiato, vicino al Palazzo Reale e sede della prima e più importante scuola di massaggio thailandese. Preparatevi ad un po’ di fila e arrivate almeno prima delle 16:00. Un massaggio qui è o-b-b-l-i-g-a-t-o-r-i-o.

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Il vostro eroe in visita al Wat Arun. Faceva un leggero caldino…
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Alcuni dei demoni di guardia agli edifici del Palazzo Reale
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Visuale dal basso nell’immenso Wat Pho, o Tempio del Buddha sdraiato

Terzo giorno a Bangkok

In una perfetta alternanza tra sacro e profano, la mattina del terzo giorno è stata dedicata alla visita della Jim Thompson House. Sulla carta questa casa tradizionale in mezzo a un quartiere di palazzoni non sembra promettere molto. Invece si è rivelata un’esperienza gradevole. La casa-museo è in realtà un complesso di case tradizionali, in teak, arredate con grande gusto da un americano che ha fatto la sua fortuna in Thailandia, nel commercio di stoffe. Le visite guidate sono interessanti e il giardino, ricco di piante e animali (tartarughe, pesci, ecc.) è una giungla in miniatura in cui “perdersi” per qualche minuto. 

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Una parte della Jim Thompson House

Il pomeriggio siamo tornati downtown, proprio nel centro di Bangkok e abbiamo passeggiato un po’, abbagliati dalle strade e dai palazzi. Abbiamo percorso un bel tratto di Sukhumvit Road, perdendosi abbondantemente nelle vie laterali. Alla fine ci siamo “rifugiati” in un altro, storico, mega-centro commerciale: questa volta era il MBK Center, famoso per l’elettronica (famoso in generale e pieno di thailandesi più che di turisti!)

Quarto giorno a Bangkok

Bangkok è molte cose, tra cui una comunità cinese tra le più importanti del mondo. Se non vi fosse bastata l’esperienza della città, potete provare un’altra città nella città e fare un giro nella China Town di Bangkok. Un posto pazzesco. Un formicaio, un dedalo di vie strette, un mercato permanente dove l’odore meno strano è quello intenso e rivoltante del durian. C’è un’aria decadente qui, ma paradossalmente anche vitale. Commercio e preghiere, cibo cinese e Vespe, tantissime Vespe Piaggio d’epoca! Non perdetevi la grande statua dorata, ovvero il Phra Phuttha Maha Suwan Patimakon, che si trova qui, nel quartiere cinese.

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La selva di cartelli che annuncia l’ingresso alla China Town di Bangkok
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Mitiche Vespe, ovunque a China Town!

Dopo un abbondante pasto cinese (in Thailandia!) Ci siamo spostati a bordo di un tuk-tuk verso il Pak Khlong Talat, ovvero il mercato dei fiori della città. Un’esperienza sensoriale unica! Colori e profumi provenienti da migliaia e migliaia di ghirlande floreali, sementi, frutti. Molto bello.

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Signore thailandesi intente a confezionare ghirlande

Abbiamo concluso la nostra quarta giornata a Bangkok con un’ultimo romantico giro in battello sul Chao Praya… Mentre un ritorno di monsone serale ci ha colpito senza pietà! Infine, sempre sul fiume, abbiamo fatto una capatina all’Asiatique, un complesso commerciale un po’ più “di classe” rispetto alla media, quasi una “marina” sul fiume, dove per la verità abbiamo mangiato molto bene, festeggiando l’addio alla città con un bel piatto di curry.

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