Giordania - Monte Nebo

N: Nargilè

Io non fumo nè ho mai fumato. Proprio è una cosa che mi fa disgusto. Però in questo viaggio ho provato il narghilè. Della serie “Nella vita bisogna provare di tutto”, “Qui tutti la fumano, è un’usanza davvero locale” ecc. Mi ha fatto schifo, o meglio completa indifferenza, visto che non sa di nulla se non leggerissimamente di aromi artificiali. Bleah! Ma che ci trovano tutti gli altri?

O: Ospitalità

L’ospitalità che non ti aspetti. O meglio, che i mass media cercano di fare in modo che non ti aspetti. Intorno a noi ci sono decine di voci che non fanno altro che ripeterci che gli arabi (Ma quali arabi in particolare non viene mai menzionato. Non sono mica tutti uguali gli arabi!) ce l’hanno a morte con gli occidentali. Che non ci vogliono. Che nei loro paesi non siamo ben accetti. Ma questo mica è vero! Questo è solo quello che vogliono farci credere. O almeno in Giordania è così (ma il mio sesto senso mi dice che è così anche altrove…). I giordani verranno a conoscervi, se tentate di fotografarli loro si metteranno in posa, vengono a chiederti da dove venite e poi vi dicono subito dopo “Welcome to Jordan”. In sostanza sono curiosi e sanno che i turisti portano soldi ad un’econmia locale non floridissima. Insomma, una manna dal cielo! Per cui cercheranno di accogliervi in ogni modo…

P: Panorami

La Giordania mi è sembrato il paese dei panorami. Ovunque vai, ovunque ti giri ti ritrovi su una montagna che guarda una valle o una pianura o altre montagne in lontananza, sembre panorami bellissimi. Con un però: non saranno mai belli al massimo perchè c’è sempre una coltre di smog nero, o tanta tanta foschia o sabbia che non riuscirai mai ad avere una visuale limpida che ti consentirebbe di vedere a perdita d’occhio. Ed è chiaramente un gran peccato.

Q: Qasr (castelli nel deserto)

Abbiamo visitato alcuni castelli del deserto: il qasr Al-Azraq, il qusayr Amra e il qasr Kharana. Per me è stata una visita molto affascinante. E’ pazzesco pensare che sono venuti a costruire nel bel mezzo del nulla delle fortezze abbastanza inespugnabili. Veramente, tutto intorno c’è il nulla. Ma che ci facevano qui? Il più bello dei tre è il qusayr Amra. All’interno ci sono degli affreschi molto poco islamici, visto che raffigurano i piaceri terreni. Tra questi ce n’è uno che raffigura un orso che suona il benjo. La domanda sorge spontanea…ma dove l’avranno mai visto un orso? e un benjo? Boh!

R: Re

Non conoscevate la faccia del re e della sua famiglia prima di partire? Dopo che sarete tornati non la potrete più dimenticare! Vedrete le loro foto appese dovunque, vestiti nei modi più disparasti. Da occidentale, con l’abito tradizionale giordano, da militare e chi più ne ha più ne metta. Sia di Re Abdullah II, ovvero l’attuale re, che di Re Hussein, ovvero il defunto re. Si dice che la monarchia del Regno Hascemita del Giordano sia una monarchia illuminata. Ma questo bisognerebbe chiederlo a chi in Giordania ci vive, e noi non abbiamo avuto il coraggio. Da visitatore però, vi assicuro che sembra ci sia una vera e propria adorazione per il re.

S: Shopping

O voi amanti dello shopping più sfrenato rassegnatevi! In Giordania non c’è assolutamente nulla che valga la pena di comprare. Tutto quello che vedete in vendita (a parte rarissimi casi) o è Made in India o Made in China. Diventa difficile anche portare un ricordino a casa o qualcosa a parenti o ad amici…ammesso che non vogliate portare un po’ di acqua del fiume Giordano, imbottigliata a Betania-al-di-là-del-Giordano, il luogo in cui si dice sia stato battezzato Gesù! Ah, a parte questa brillante trovata ce n’è un’altra: i famosi fanghi del mar morto, che si dice facciano miracoli. Ora, io mi sono divertita tantissimo a infangarmi sulle rive del Mar Morto, ma a casa…come si fa ad infangarsi a casa??? I fanghi sono sporchevolissimi!!!Non credo che li avrei mai usati per cui non li ho comprati…dovrei però chiedere alle mie compagne di viaggio se poi li hanno usati  anche a casa perchè loro ne hanno comprati chili e chili e chili…!

T: Trekking a Petra

Questo sì che è faticoso! Ma, anche se io sono pigrissima ne vale assolutamente la pena. Poi ci sono due Petra, quella bassa, che comporta una bella camminata e poco più ma che è affollatissima e piena di gruppi di gite organizzate, e quella alta con i suoi sentieri che sono fatti da tantiiiiiiismi gradini. Il mio consiglio è di fare un po’ a un po’, di non lasciarsi scoraggiare dai più di 800 gradini e andare fino al monastero senza barare (ovvero senza montare in sella all’asino!) e poi di godersi in pace la propria conquista. Con un buonissimo tè alla salvia!


U: UNESCO World Heritage

L’Unesco ha inserito tre luoghi della Giordania nel patrimonio mondiale dell’umanità. Uno è ovviamente Petra, e gli altri sono Qusayr Amra e Um er-Rasas. Il primo è il famoso castello del deserto con l’affresco dell’orso e l’altro è una scoperta più recente che putroppo noi abbiamo dovuto trascurare per mancanza di tempo. Se ce la fate però voi non fatelo perchè sembra ne valga la pena!

V: Vegetariani

Se siete vegetariani e andate in viaggio in giordania rassegnatevi a mangiare poco e soprattutto poco variegato. I piatti che propongono (soprattutto ai turisti) prevedono sempre la carne, o al limite il pesce. Se poi avete paura (perchè magari non avete fatto alcun vaccino) a mangiare le verdure crude dovrete ridurre ancora di più le opzioni! Comunque non temete: pita e hummus non mancheranno mai!

W: Wadi rum

Il Wadi Rum è il deserto della Giordania. Un luogo veramente affascinante. Lasciatevelo raccontare con qualche immagine però.


Z: Zuer

Che succede se l’autista del vostro pulmino è una persona veramente ospitale e premurosa? Se quando capisce che avete fame si ferma a comprarvi da mangiare, se vi mette la musicassetta con la musica araba che vi concilia il sonno, se vi ferma a fare lo foto dove sa che è bello il panorama, o anche solo c’è un cartello stradale che sa che a voi farebbe piacere fotografare, se vi sistema le valige tipo Tetris nel bagagliaio sotto il sole cocente ma poi quando gli chiedete di prendere una cosa in quella sotto a tutte, lui smonta e rimonta il tutto senza sbuffare, se vi dice che se non vi date una mossa rischiate di arrivare al deserto che è già buio, voi lo ignorate e arrivate nel deserto a buio, se risponde a tutte le vostre domande sulla cultura giordana, se ogni volta che per la strada lui o gli altri fanno delle infrazioni vi dice “Welcome to Jordan!”? Succede che il vostro viaggio diventa ancora più bello. Quindi l’ultima lettera la dedico a Zuer, da me ribattezzato Zuegg, il nostro autista.

Se quello che vi ho raccontato non vi è bastato e avete ancora voglia di leggere, potete andare qui, sul blog del Convivente, e leggere il suo racconto, metà fantasia e metà no.

3 thoughts on “Giordania dalla A alla Z – Seconda Parte

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