dublin

Oggi vi lascio in compagnia di Veruska del blog La cuochina sopraffina che ci porterà con lei in giro per Dublino.

[Partiamo da una premessa: non sono abile con le foto, perdonatemi ante tutto 😀 ].

Vivo a Dublino, di continuo dopo un andirivieni durato parecchio, da quasi un anno ed è quasi un anno che mi beo di questa città che molti considerano sporca e puzzolente, in cui la gente ama solo bere e ubriacarsi e in cui la cultura è tralasciata. Da expat che vive la città giorno dopo giorno per me Dublino è ANCHE questo ma è soprattutto voglia di vivere, allegria e semplicità in un mix che si ritrova perfettamente anche in cucina.

Certo, quando dici Dublino non dici Londra che fa tanto cool e chic ma vi assicuro che le cose non stanno come ve le descrivono o come le immaginate 😀

Perchè noi italiani tendiamo a considerare tutto ciò che è diverso dal nostro gusto come qualcosa che non ci piace e soprattutto che non è preparato nella maniera corretta e allora sembriamo quasi essere compiaciuti se ci dicono che “no, nei paesi anglosassoni si mangia malissimo” e che “quelli non sanno che vuol dire cucinare”.

Sfatiamo ogni mito: a Dublino si mangia bene, a Dublino si mangia tipico, a Dublino si mangia etnico e internazionale, a Dublino si puo’ scegliere un ristorante più o meno stellato ogni sera senza mai stancarsi, si puo’ scegliere di mangiare cibo da pub grub o cibo da ristorante serio ma anche di mangiare in un mercatino. O di scegliere prodotti che i contadini e i macellai delle campagne portano in città e rivendono per la strada, ai mercatini o nei negozi specializzati per poi cucinare a casa, scendendo al supermercato alle 11 di sera, che tanto è tutto aperto.

In centro i turisti si fermano dove trovano la scritta più grande “TRADITIONAL IRISH FOOD” e allora sai bene, tu che ci vivi e la ami, che non mangeranno mai vero cibo irlandese ma dovranno accontentarsi dei precotti del Tesco mentre tu ti bei tra le fantastiche zuppe di PepperPot e i sublimi dolci di The Cake Cafè.

Oppure ti fermi, il sabato mattina, al mercato di Temple Bar per comprare tutti quei prodotti bio (attenzione, chiamiamoli “organic” che sennò gli irlandesi si arrabbiano) con i quali speri di fare del bene all’ambiente ma ci arrivi con lo stomaco pieno zeppo dopo l’irish breakfast che chiede pietà a te, italiana all’estero che cerchi di salvare il salvabile senza essere riconosciuta dai tuoi co-cittadini che gridano “aho, se magnamo ‘sta roba oggi?” oppure “na bella lasagnetta ce sta tutta!” 😀

Se la gita al mercato non va come dovrebbe, d’obbligo il passaggio da Fallon & Byrne dove ti rincuori con un banco della frutta, un banco dei formaggi e un banco delle carni da far invidia ad Harrods (anche per i prezzi, a dirla tutta); che poi proprio qua c’è l’italian corner dove ti porti a casa pacchi di pasta, polpe di pomodoro, riso e anche i ravioli da cucinare la domenica, quando tu e tuo marito avete voglia di mangiare italiano, di sentire i sapori di mammà, di pensare di essere a casa senza avere l’obbligo di esserci.

Se poi ci aggiungi un dolcino del Valentino o un pezzo di focaccia genovese di Carluccio, hmmm…

L’italianità si perde di fronte alla vera cucina irlandese fatta di patate, tante verdure, tanto pesce e tanta ottima carne: si passa dal City Bar per le tapas all’irlandese o anche dal Farrington o dal Porterhouse per le porzioni intere da innaffiare con una scura, una Guinness, che riempie come porcellini pronti per il macello ma regala soddisfazioni soprattutto se accompagnata dalle ostriche.

Poi ci sono quelle sere in cui vuoi essere coccolata e allora cerchi sulla guida o su Internet i ristoranti più buoni e finisci all’Elephant & Castle, al Boxty Gallagher o in uno di quelli che espongono la targa “Listed by” Georgina Campbell o Paolo Tullio.

O ancora, quelle sere in cui i tuoi irish friends vogliono mangiare a casa tua e allora gli prepari qualcosa di buono e loro ricambiano con un buon formaggio irlandese, provenienza Wexford magari, e una bottiglia di vino.

Poi vi potrei parlare del pane in cassetta, del gelato al Phoenix Park, delle pie in tutti i modi e maniere, della voglia di novità culinaria che attraversa questa città e che si mostra in tutta la sua prepotenza nella presenza sempre più massiccia di chef dotatissimi e seguitissimi come il giovanissimo Donal Skehan e i famosissimi Catherine Fulvio Rachel Allen, Darina Allen, Clodagh McKenna e Kevin Dundon.

E anche degli hambuger di Eddie Rocket’s, del kebab con patatine al cheese di Abrakebabra, del fish&chips di Beshoffs e molto altro ancora…

Questa è Dublino: friendly, aperta, in continuo fermento e appetitosa. Sì, la definisco appetitosa perchè ogni piatto è una scoperta, ogni ingrediente un piacevole diversivo e ogni esperienza culinaria diventa un’esperienza sensoriale. Se poi vi lasciate andare e lasciate a casa i pregiudizi, Dublino diventa il posto ideale dove mangiare lo stew in pieno agosto non è strano, neanche quando da noi ci sono 40° all’ombra 😉

 

State programmando le vostre vacanze in Irlanda? Qui sotto trovate la mappa che ho fatto con i posti che ci ha suggerito Veruska a Dublino, e se cliccate qui invece potete leggere il diario di viaggio che ho fatto al mio rientro dalla vacanza in irlanda l’anno scorso!

 

 

 

Visualizza Un’ italiana a Dublino in una mappa di dimensioni maggiori

4 thoughts on “{Guest Post: Veruska di La cuochina sopraffina}: Un’italiana a Dublino

  1. nunzia

    grazie ! se prima quando leggevo qualcosa sull’irlanda ne rimanevo coinvolta ora DEVO assolugtamente andarci !!!!!! L’unico rammarico e’ che per scoprirla nella sua realta’ ci vorrebbe qualcuno che, abitando li’, non mi faccia conoscere solo quella per i ….turisti…

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  2. Rossella

    L’avessi avuto un anno fa quella mappa. Ci andai per un convegno e puntai sulla Guiness e un pub.
    E’ sempre utile avere un’ amica per scoprire una città. Post da conservare

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  3. Alice

    mi ero persa questo post!!!! ma comeeeeeee???!!!
    mi sa che l’anno prossimo è prevista l’irlanda, perchè il moroso ci vuole tanto andare e sarà il suo turno di scelta della meta 😀
    io non mi tiro indietro con certe prospettive 😛

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