Scoprire-la-Sardegna-Sant-Antioco-e-il-sulcis

Una scoperta, una di quelle belle. Fino a poco fa (preparate i pomodori da lanciare…) non ero mai stato in Sardegna! Gaia sì, da piccola con i suoi. Il massimo che con i miei abbiamo affrontato è stato invece l’Isola d’Elba. Con me e il mio stomachino-vomitino, pensare a una traghettata lunga delle ore era semplicemente improponibile.

Così, da grandi, complice un’amicizia comune e una casa gratis (i soliti scrocconi…) io e Gaia abbiamo deciso di spendere un fine settimana lungo, quasi quattro giorni, in Sardegna. Da questa visita nasce un post che è anche una dedica, un atto d’amore quasi, per una terra che mi ha stregato. Vi invito quindi a leggere il nostro resoconto: scoprire la Sardegna – Sant’Antioco e il Sulcis.

L’idea

L’idea è quella di farsi letteralmente “da una parte” e a più riprese visitare l’isola. Grossomodo avevamo deciso di dividere l’isola in almeno quattro “tappe”, un po’ come utilmente suggeriva questa infografica reperita in rete:

infografica Sardegna - Scoprire la Sardegna - Sant'Antioco e il Sulcis
Noi siamo partiti dal fondo!

Poiché la casa “a scrocco” era nei pressi di Calasetta, con grande coerenza metodologica (!) abbiamo deciso di partire dalla fine, ovvero dal Sulcis!

Mai decisione fu più azzeccata. Poiché non avevamo molto tempo per scegliere come arrivare sull’isola (e l’aereo era fuori discussione per una questione economica e perché avremmo voluto la macchina con noi) abbiamo scelto la modalità super facile per scegliere tra le varie compagnie navali. Un giro sul sito Traghettiper-sardegna.it e siamo partiti da Civitavecchia, direzione Cagliari. Era piena estate – nella calura verso una terra insieme selvaggia e civilissima, antica e umile, nel senso migliore del termine. Zona di miniere, villaggi preistorici e natura tipica del Mediterraneo, il Sulcis ci ha accolto. In particolare Sant’Antioco è stata una rivelazione. Un’isola bellissima e poco glamour, verace, reale, fatta per un turismo rilassato e vicino alla terra. Una Sardegna che non è yacht e milanesi al mare, ma angoli incontaminati e spiagge mozzafiato.

Calasetta, la nostra base, è un piccolissimo comune dell’isola, dove si parla un dialetto particolare ibridato con il ligure. Un luogo bianco di calce e ricco di ginepri sulle spiagge. Per certi versi “dimenticato” dai flussi turistici di massa e preservato intatto, in una dimensione che somiglia a certe atmosfere presenti nelle canzoni di Daniele Silvestri.

Ma dopo questa romantica premessa, cosa abbiamo fatto nel nostro breve giro? Un sacco di cose! Ecco i nostri consigli in un comodo elenco!

Visitare Sant’Antioco 

Cittadina gradevole, di antichissime origini prenuragiche. Ha un centro piacevole, diversi siti archeologici e monumenti da visitare: Basilica del Santo Antioco e le catacombe, Torre Canai, ecc. Il museo archeologico e quello etnografico sono due tappe fondamentali per capire la storia dell’isola. BONUS: Noi eravamo lì in un altro periodo ma se potete andate quindici giorni dopo la Pasqua. C’è la sagra di Santo Antioco, una manifestazione religiosa e folkloristica meravigliosa.

Carloforte e l’isola di San Pietro

A circa trenta minuti di traghetto da Sant’Antioco (da Calasetta) c’è un’altra piccola isola – San Pietro -, negli anni “contesa” tra Liguria e Sardegna: sull’isola un paesino, Carloforte. Panorama e mare incredibilmente belli, stradine strette, spiagge da sogno. Se potete arrivate fino a Capo Sandalo (vista unica) e fate un bagno a La Bobba e La Caletta. BONUS: la festa patronale di San Pietro, che si svolge tutti gli anni il 29 giugno. Processione del Santo a mare, e tutti i pescatori in coda: tradizione e folklore da non perdere. Un luogo del genere non poteva mancare nella nostra mini guida per scoprire la Sardegna – Sant’Antioco e il Sulcis

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Questa NON è la processione di Carloforte, ma un’altra che abbiamo incrociato fortunatamente il 1 luglio, quella di Sant’Antioco!

Fare windsurf a Sa Barra

Questa vale solo per me… e per chi ama lo sport più bello del mondo (il windsurf!). C’è un posto sull’isola di Sant’Antioco che si chiama Sa Barra, abbastanza nascosto, ma fenomenale per il windsurf. E’ uno spot adatto al freestyle e al freeride, generalmente piatto o con un po’ di chop. Venti belli tesi e molto frequenti dai quadranti occidentali e orientali. E’ una scuola, anche, seria, che spesso ospita competizioni internazionali. Gigi Maddeddu, il simpatico proprietario, non mi ha pagato per scrivere queste cose, eh! L’ho conosciuto e ho noleggiato l’attrezzatura da lui, e mi sono divertito tantissimo. Se volete planare nel sud della Sardegna, trovate tutte le info QUI.

Scoprire la Sardegna - Sant'Antioco e il Sulcis
Uno scorcio dello spot a Sa Barra (photo credit Sa Barra)

Visitare la spiaggia di Cala Lunga

Giocavamo in casa in questa spiaggia, molto vicina a Calasetta. Inserita in un “fiordo” naturale, la spiaggia di Cala Lunga ha un fondale di sabbia a grani grossi, insieme a conchiglie e corallo. Tutto intorno scogli e rocce. Non è proprio facilissima da raggiungere, ma ne vale sicuramente la pena.

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La splendida Cala Lunga

Spiaggia Grande a Calasetta

Ancora a Calasetta una tra le più note spiagge del Sulcis, e a ragione! Lunga quasi due chilometri  è la spiaggia più estesa di Sant’Antioco. Fatta di sabbia chiara e sottile e circondata di dune, piante di ginepro, rocce tufacee e graniti. E’ uno dei posti più suggestivi dove vedere il tramonto. Inutile dire che abbiamo visto un sacco di pesci!

Portixeddu (Buggerru)

Isolata e selvaggia, questa spiaggia si trova nella località di San Nicolò nel comune di Buggerru. E’ piuttosto grande e rinomata per la sabbia, davvero finissima e molto chiara. Non perdetevi il promontorio vicino alla spiaggia, si gode una vista pazzesca. E occhio al maestrale, qui soffia impetuoso!

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