Ghiacciolo al limone

Il ghiacciolo al limone fai-da-te o anche Quando ero bambino ho schivato il colera per un pelo

Friniscono le cicale e il sole a picco del mezzogiorno irraggia i campi, i pascoli e le rugiadose colline tutte. Tappato in casa, sudato dopo il nascondino mattuttino, un bambino si tritura le palline. La televisione incomincia con i telegiornali e i soldatini – anche quelli non-mutilati –, non regalano più brivido alcuno.
“Mamma, mamma!” chiama il bambino. La mamma sbuffa.
“Mamma, mi annoio! Posso fare i ghiacciolini? Posso?”.
“Va bene, ma lavati bene le mani prima!”

Ecco, le mani me le lavavo, ma direttamente durante la preparazione. Spremendo insieme al limone l’orrenda sozzura delle mie (furono) manine appiccicose. Era una ricetta pulp e non lo sapevo.
Ora che sono un vero uomo, i ghiacciolini li faccio ancora: a mani pulite.

Per quest’intruglio estivo vi occorre:

– Zucchero liquido o sciroppo o sciroppo d’acero (se siete disperati va bene anche lo zucchero normale, quello di canna o anche raschiare la linfa di un albero nelle vicinanze. Poi però non lamentatevi che il ghiacciuolo (sì, con la ‘u’) è dolce in un punto solo – cioè dove si è addensato lo zucchero-non-liquido);
– Nu bello limone varietà biologgica di Surrientooo!
– Acqua minerale naturale;
– 1 statuina della torre di Pisa segna-umidità;
– 1 colino a maglie finizzime;
– uno o più recipienti surgelabili

Cosa dovete fare (se proprio vi va):

1) Prendete un bicchierone di vetro e a seconda di quanti ghiaccioli volete fare riempitelo con dell’acqua. Le persone sommamente intelligenti riempiranno in precedenza con metà acqua i contenitori che saranno utilizzati per fare i ghiaccioli e poi travaseranno l’acqua nel bicchierone (scoprirete dopo perchè metà, anzi meglio un po’ meno della metà).
2) Raddoppiate la dose di acqua con altrettanto succo di limone. Spremete, spremete lu limone beddu o anche più di uno, ehehe.
3) Aggiungete lo zucchero liquido, ad assaggio. Vale a dire con un cucchiaio sorbite e trangugiate via via il liquido mescolando. Quando, a seconda del vostro gusto, ha raggiunto o meno il sapore della melassa acida, fermatevi.
4) Prendete il o i contenitori scelti per fare i ghiaccioli. Qui la fantasia del cuoco si sbizzarrisce. Potete usare tazzine da caffé (con degli stecchini come paletta), delle provette per le urine (pulite, spero), le formine per i ghiaccioli d’acqua, un bicchiere, lo stesso bicchierone con un mestolo infilato dentro (per un ghiacciolo degno di un orco), o ancora qualunque superficie concava in cui è possibile far stare ritto uno stecco di legno. Ai fini puramente didattici e illustrativi di questa ricetta è stato indegnamente utilizzato un fighissimo (e molto snob) stampino in silicone da ghiaccioli della SekkioMart, nota fabbrica di prodotti da ufficio. È veramente un ghiacciolo professionale.
5) Considerate, brutte bestie, che il ghiaccio aumenta di volume, indi provvedete a scolmare, lo so che l’avete fatto troppo pieno.
6) Et voilà, ficcate tutto nel congelatore, evitando di rovesciare il liquido appiccicosissimo sulle melanzane alla parmigiana.
7) Aspettate.
8) Aspettate ancora.
9) È inutile che controlliate ogni 15 minuti, aspettate.
10) Dopo circa due/tre ore il ghiacciolo è ghiacciolo!

Tiratelo fuori dal freezer è mangiatelo succhiandolo con rumori osceni. Mi raccomando la congestione.

3 thoughts on “Survival Cooking – Ghiacciolo al limone

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