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Perché questa idea? Un sacco di motivi: amo il mare, per una volta voglio essere (io, Stefano) il promotore di una vacanza, perché a giugno probabilmente avremo una settimana libera, perché l’Italia è l’Italia, perché amo troppo il mare. L’ho già detto? Io poi sono anni che voglio andare a Ponza (e Ventotene)!

Prendetemi pure per matto, ma è da tanto che queste due isolette mi affascinano. So molte cose su questi due gioielli marittimi. So per esempio che formano l’arcipelago delle Pontine, di origine vulcanica, a largo di Gaeta. So che sono state abitate fin dall’epoca greca, poi usate dai romani come confino e so che ci sono una serie di spiagge e angoli di mare meravigliosi. So che a Ventotene perfino il grande Pert (Andrea Pazienza lo amava come me) ci è stato, costretto al confino pure lui dai fascisti. Ventotene poi è proprio quella del Manifesto, mica roba da poco! E ultimo ma importante, sono due isole molto frequentate da chi ama la vela e tutti suoi derivati…

Insomma, non bastano queste ragioni per sognare/programmare una breve fuga alle Pontine? Mare, storia, cultura, vento, io ci voglio andare!

QUANDO VOGLIAMO ANDARE

Quando fa caldo. Al mare si va sempre, ma quando fa caldo c’è più gusto. Forse, e dico forse, io e Gaia avremo una settimana a giugno. Sono in ballo altre possibilità: la Puglia, la Via Francigena, la Grecia, ma io intanto fisso in questo post un possibile tour di Ponza e Ventotene!

COME ARRIVARE

Il porto più vicino per noi sarebbe Anzio, ma mi sembra di aver capito che il maggior numero di partenze è da Formia. Credo addirittura che non ci siano navi da Anzio fino all’estate piena (!?) e visto che come sempre non voglio soffrire con mille incastri di orari ho deciso di scegliere la soluzione più semplice. Da Formia si va a Ponza: infatti traghetti per Ponza ce ne sono di comodi e per arrivare a Formia ho visto che da Firenze è fattibile in treno, cambiando a Roma. In macchina la vedo più faticosa, dovremmo fare Firenze Roma e poi Roma Formia, sono altri quasi 130 km! Una volta lì i passaggi da Ponza a Ventotene sono piuttosto frequenti.

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Il luccicante mare di Ponza (Photo credit)

E POI COSA SI FA A PONZA?

Si va a vedere il centro storico. Partendo dal porto. Che è proprio bellino, o almeno mi sembra nelle foto che ho visto. Ho letto poi di un palazzo, il Palazzo Tagliamonte. Storico, settecentesco e con diversi cimeli al suo interno. Ci sono inoltre da vedere i resti romani, e fare un giro in quello che rimane del porto antico, visitare le spettacolari  grotte di Pilato (scavate ad altezza mare!), le ville – o ciò che ne resta – di Punta della Madonna e di S. Maria, l’acquedotto romano, le cisterne e le necropoli. Sì, mi piace la storia romana. Nessuno è perfetto.

Diciamoci la verità però, a Ponza c’è da stare in spiaggia! Voglio, e sottolineo voglio, andare a Chiaia di Luna, la spiaggia accessibile passando sotto un tunnel di epoca romana lungo 170 metri. Poi un giorno mi piacerebbe stare stesi sulla ghiaia di Cala Feola: pare ci siano delle belle piscine naturali – e qualche ristorante niente male.

Infine se mi reggono i piedi – e Gaia non si lamenta troppo – si potrebbe andare a Cala Gaetano, a 300 gradini di distanza da tutto, bella e incontaminata.

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Niente, Ponza ha un mare p-a-z-z-e-s-c-o! (Photo Credit)

E POI COSA SI FA A VENTOTENE?

Anche qui prima di tutto si visita il centro. Passando per la strana scala a zig-zag gialla che sale verso la parte alta della cittadina.

Voglio poi andare subito a curiosare a Santo Stefano, un’isoletta disabitata a 2 chilometri di distanza da Ventotene, dove si trova il Carcere Borbonico – sì proprio quello di Altiero Spinelli e Pertini.

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L’isola di Santo Stefano vista da Ventotene (Photo Credit)

Tornando a Ventotene, con calma, voglio esplorare il Porto Romano, un esempio di ingegneria navale antica straordinario. A Ventotene ci sono anche delle cisterne romane, relativamente ben conservate. Poiché sono un noioso amante della storia romana – ormai si è capito – vorrei arrivare anche sul promontorio di Punta Eolo, per dare un’occhiata alla Villa Imperiale di Giulia. Costruita niente meno che da Ottaviano Augusto!

Un’ultima cosa che proporrò a Gaia – oltre ai lidi di Cala Nave dove rimanere qualche pomeriggio “a baco” distesi –  è un corso di vela. Sicuramente lei non vorrà venire, ma la Lega Navale Italiana di Ventotene ogni settimana organizza corsi di vela dalla base navale di Cala Rossano. Io già mi vedo strambare con violenza  su una barchetta a vela! a largo delle Pontine!

Riassumendo… Io voglio andare a Ponza (e Ventotene)! Riuscirò a convincere la proprietaria del blog con il programma perfetto (ehm) che ho redatto? Penso che lo scopriremo tutti soltanto a giugno…

Ventotene
Ventotene e la sua peculiare scalinata (Photo Credit)

(Foto di copertina – Photo Credit)

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