Volare a Singapore: Perché?
Cominciamo col dire che Singapore è contemporaneamente un perfetto distillato dell’Asia e allo stesso tempo una città-stato completamente diversa da ogni altra metropoli asiatica. Per infinite ragioni: la sua storia unica di colonialismo e (recente) indipendenza. La sua forza finanziaria, le sue tradizioni culinarie, il clima (sempre caldo), la gente di tutto il mondo. Dunque se siete in giro a sbirciare voli per l’Asia, magari per un viaggio di nozze, provate a cercare anche cosa offre Singapore Airlines per una prima tappa, come abbiamo fatto noi, oppure date un’occhiata alle offerte delle compagnie aeree in generale e cercatene una che ci passi. Tre giorni a Singapore sono ben spesi. Per questo non poteva mancare un post che definirei di utilità sociale (?) su cosa vedere a Singapore in tre giorni: dove, quando e perché!
Singapore: dove si trova e cosa sapere
Voilà, le notizie base da prof di geografia: è una città-stato, di quasi sei milioni di abitanti. Singapore si trova a sud della Malesia e praticamente addosso all’equatore. Di fatto Singapore conta diverse isole. Ci vivono in maggioranza cinesi e malesi, ma un buon 40% dei residenti sono stranieri! Clima tropicale, caldo umido e un reddito pro-capite stellare: non a caso Singapore è il quarto centro finanziario del mondo.
E’ un luogo unico, dove culture, lingua e religione si mescolano: la lunga dominazione inglese insieme al buddismo, l’influsso cinese e quello malese, rendono Singapore un esperimento sociale straordinario nel cuore dell’Asia, nonché uno dei pochi paesi asiatici dove quasi chiunque parla un inglese decente.



Talvolta, a nostre spese, ci siamo accorti anche che nella “Svizzera dell’Asia” vigono regole molto particolari (e a volte strambe).
Per esempio la prostituzione e la pornografia sono viste male, male, male, e anche l’omosessualità non è un topic facile per Singapore. Inoltre non vendono chewing gum (era perfino vietato masticarlo fino a poco tempo fa). E’ poi vietato dare da mangiare ai (maledetti) piccioni, portare i durian (i frutti “punk” tipici del sud-est asiatico) negli ascensori e se non ricordo male anche mangiare nella metro. Ah, a Singapore si mangia molto bene. Io e Gaia abbiamo sempre e dico sempre – che non è facile in Asia -, azzeccato ottimi locali. Anche lo street food è famoso a Singapore: una sera io e Gaia ci siamo persi dentro Smith Street e un’altra tra le bancarelle di cibo di China Town (qualche riferimento lo trovate anche qui). Ma basta con le note sparse, è il momento di raccontarvi dove siamo stati, cosa abbiamo visto e cosa dovreste fare in un viaggio a Singapore (come il nostro).
Singapore by Night o “Bella di notte” – Marina Bay Area
Senza dubbio lo skyline più famoso dell’Asia o giù di lì. Palazzi e grattacieli, illuminazione futuristica di led, laser e luci fotoniche. Per questo motivo andarci di notte è consigliato. Qui si trova, immerso nell’iper-tecnologica baia di Singapore, il “bananone argentato” o Marina Bay Sands: tre grattacieli in uno, con all’interno alberghi, negozi di lusso, locali, ristoranti e una terrazza stile nave spaziale sulla sommità, lo SkyPark. Andateci, c’è una piscina di quelle senza bordi che dà una vista senza pari sulla città. Nel quartier(one) provate anche a passare per Helix Bridge, tecnologico e futuribile, e anche piuttosto bello. Premio simpatia a Merlion, una enorme e truzzissima statua bianca con la testa di leone e il corpo di pesce, emblema della città, che spruzza acqua dalla bocca e annaffia i visitatori alla foce del fiume Singapore (River).



Da vedere i Gardens By The Bay
La cosa che più ha colpito me e Gaia a Singapore. Giganti strutture in metallo rappresentanti alberi colorati, completamente tappezzati di fiori e piante, illuminati in modo scenografico – è la foto in copertina. E appena fa buio spettacoli di luci e suoni: bellissimo. Sono giardini verticali su cui si può salire, camminare lungo passerelle sospese (un no per chi soffre di vertigini) e ammirare la città. Nel giradino ci sono anche ristoranti niente male (Supertree Dining o il Peach Garden o ancora il Noodle House). Menzione d’onore per ia serra Flower Dome: guinness mondiale come serra all’aria aperta più grande del globo.
China Town, Little India, Kampong Glam: i quartieri etnici di Singapore
Vere e proprie città nella città: Singapore ospita una comunità cinese enorme ma anche quartieri “arabi” e hindu. China Town è il più famoso, e si snoda per decine di vie. Cambiano i segnali, cambiano le face, sembra davvero di trovasi in Cina! Kampong Glam è invece l’area dove sono più presenti musulmani e arabi in generale, con parecchi locali e musica live. Più di tutti io e Gaia abbiamo apprezzato però Little India. Passare per Serangoon Road è stato come tornare a Dehli, in una versione (se possibile) ancora più multicolor e festosa. I templi – decine – sono decorati da maioliche psichedeliche e iconiche; si sprecano le botteghe. Gaia non veniva più via: antiquariato, artigianato, spezie, filati, di oggetti più o meno preziosi.



LO ZOO DI SINGAPORE
Non tutti ci vanno, specialmente chi ha poco tempo. E invece andateci! E’ un distillato di tenerezza. Sì, lo so, è uno zoo. Anche io ho sentimenti misti nei confronti degli zoo. Gli animali starebbero meglio in natura, credo. C’è da dire che a Singapore li trattano non bene, di più, e il Singapore Zoological Gardens, questo il vero nome è situato su quasi 30 ettari di foresta equatoriale, il che lascia abbastanza spazio agli animali più grandi. La hit è un po’ per tutti i turisti la stessa: al primo posto gli oranghi, vere star dello zoo. Sono qualcosa di innaturale, uncanny direbbero gli inglesi, per quanto ci somigliano. Gaia giura che io sono l’anello mancante tra l’uomo e l’orango. A seguire le tigri bianche (un po’ tristi in realtà): quando siamo andati noi ce n’era solo una e sembrava un gattone annoiato sul divano di casa. Terzo posto gli ippopotami nani asiatici, cucciolosi!



SE AVETE ANCORA TEMPO: TE’ CON SUSHI E COCKTAIL BIZZARRI
Gli inglesi hanno lasciato un’impronta e la passione per il tè ne è un esempio. Ci sono molti posti dove gustare un tè a Singapore, accompagnato da cibarie tradizionali (dolci o scones) oppure da nuove diavolerie fusion o sushi giapponese. Sì, anche a me il pensiero faceva venire i brividi, ma vi dirò. . . Qui trovate una recensione dei posti migliori. Un’altra cosuccia da provare in città è il Singapore Sling, un bicchierone alcolico che vira al rosa a base di tutto (gin, ananas, limone o lime, liquore alla ciliegia, Bénédectine, cointreau, granatina e angostura. Olé! Volete forse non salire ubriachi sul Marina Bay Sands per fare un bagno in piscina?


Dev’essere una città molto affascinante, grazie per questi high-lights…sai mai che tra qualche anno riusciamo ad andarci!!!