Graffiti, writer, artisti di strada, maniaci dello stencil, a Londra ci sono tutti, da tutto il mondo. Quando siamo stati a Londra l’ultima volta – ormai veterani della città – abbiamo deciso di perseguire un interesse comune (mio e di Gaia, rari ma esistono), quello della street art e di segnarci per uno Shoreditch Street Art Tour. Ovviamente volevamo andare a caccia di qualche Banksy: siamo finiti in una giungla di arte, e abbiamo scoperto tantissime cose nuove. Una rivoluzione!
Inoltre la zona di Shoreditch vale la pena a prescindere, come area da visitare a nord della City. Mantiene intatta l’atmosfera di piccola cittadina, con un suo centro storico formato dalla Shoreditch High Street e dalla graziosa St Leonard’s Church. Oggi è – da diversi anni a dire la verità – uno degli snodi principali nel dedalo di sottoculture londinesi, fulcro del movimento hipster, nonché “casa” della Londra artistica e graffitara.



IL MITICO DAVE, UN UOMO APPASSIONATO
Il tour l’ha scovato Gaia, al solito. Questa ragazza ha delle doti, dico davvero. Fissiamo via mail e ci scrive un certo Dave Stuart. Premuroso, ci spiega cosa portare, come vestirci, cosa vedremo. L’appuntamento è sotto alla Goat Statue in Brushfield St nell’area di Shoredich. Fa un freddo inumano – siamo lì a gennaio -, con noi ci sono altre venti persone circa, quasi tutte British.
Puntualissimo arriva Dave, un signore molto sobrio, molto compassato, con un inglese meraviglioso e una voce splendida, BBC standard. A me già piace un sacco. Si presenta al gruppo, qualche battuta sul freddo; diverse ‘freddure’ dico fra me e me, considerato il fatto che saranno almeno due gradi sotto zero. Battiamo tutti i tacchi: iniziamo il tour!
Dave si rivela subito una miniera di informazioni. Scopriremo che prima di fare questi percorsi lavorava in banca. E conserva ancora qualcosa del consulente finanziario, del manager che fa bene e scrupolosamente il suo lavoro. Io e Gaia però l’abbiamo visto eccitarsi – letteralmente – per un nuovo segno (misterioso per i più) lasciato a bomboletta su un angolo o su un lampione. Durante il tour l’abbiamo sentito spesso esclamare: “Questo è nuovo! Questo è un nuovo pezzo! Ehi, sono passato ieri sera e questo qui non c’era!”, ma soprattutto lo abbiamo amato mentre ci conduceva con buone dosi di ironia e straordinaria competenza attraverso decine di capolavori della street art. La sua è un’indagine minuziosa, un’esplorazione urbana di arte selvaggia, allo stato brado. Quest’uomo si è creato una professione dal nulla, con uno studio e una abnegazione degna del ricercatore universitario, tra l’altro su un patrimonio pubblico e mutevole quale quello dei graffiti et similia: unisce la pazienza e la competenza tassonomica di un entomologo alla profondità di analisi del critico d’arte.



CHI DISEGNA COSA?
Il tour in realtà è molto semplice, eppure ci ha lasciato soddisfattissimi. Tra un pezzo e l’altro (ne parlo più giù!) Dave ci racconta un po’ delle sue passioni, dandoci qualche nozione generale (utilissima) sulla differenza per esempio tra graffitari e street artist, sulla “scena” londinese dagli anni ’70 a oggi, sulla gerarchia degli artisti di strada, sull’etica dei writer, ecc. Informazioni e aneddoti che non conoscevo e che contribuiscono a farmi apprezzare anche i più semplici “tag” che la nostra guida ci indica. Per non parlare dei lavori più complessi.
In due parole quello che abbiamo imparato. La street art è una forma espressiva libera, che rifugge l’istituzionalizzazione, i musei, il mercato. Si divide grossolanamente in due mo(n)di: quella realizzata con l’ autorizzazione dei proprietari dei palazzi (legale più o meno), e quella senza autorizzazione (illegale e perseguibile). Inoltre esiste una separazione ancora più netta. Ci sono i graffitari e le crew di writer da una parte, che scrivono il loro nome e hanno un loro codice e una gerarchia di importanza (più è illeggibile il tag e più elaborato è il lettering e più è importante l’opera) e poi ci sono gli street artist veri e propri (disegnatori, creatori di adesivi, pittori con stencil, scultori, ecc.).



Ma le cose si possono mescolare, i tag possono comparire sopra la street art, e un artista può “continuare” o modificare l’opera di un altro. Tutto è effimero, temporaneo, istantaneo, fruibile da tutti, popolare e passeggero. Le realizzazioni sono quasi sempre veloci, di solito clandestine e notturne. Un’arte “contro” a prescindere. Inutile ripetere che mi piace da morire, no?



I NOMI, VOGLIAMO I NOMI!
Il primo artista che incontriamo nel nostro percorso è un autore di adesivi (sticker) artigianali serigrafati e unici: l’israeliano Dede. Subito dopo ci imbattiamo nell’immenso Shepard Fairey (sì, quello di Obama e della scritta HOPE, del marchio OBEY, insomma questo!)
Dave ci fa poi riconoscere la mano di D*Face, storica presenza a Londra; successivamente inciampiamo sui lavori di Jonesy: piccole sculture in bronzo posizionate (nascoste quasi) sui cartelli stradali o sui lampioni.



Andiamo avanti e mi stupisco, ma solo per un attimo, di trovare anche il “nostro” Clet Abraham, un artista francese che opera a Firenze da molti anni e che io e Gaia conoscevamo già.



Il tour prosegue con l’ignoto (per me) Dr Cream e con il sudafricano Falko – che crea elefanti psichedelici fantastici! E poi ancora scopriamo Manyoly, PyramidOracle, le spettacolari faccine tridimensionali di Gregos (geniali!) e ancora LovePiePenBrinck, il famosissimo Stik e decine di altri, magari citati solo en passant, oppure meno noti, qualcuno sfuggito alle mie orecchie estasiate, tutti, tutti straordinari.



E alla fine, come ciliegina su questa immensa torta di arte contemporanea, il nostro Dave ci ha portato da lui. L’uomo misterioso (o il nome collettivo?) che ha fatto della sua street art un marchio riconoscibile anche a mia zia che vive in campagna e fa le marmellate; un genio, un pazzo, l’ineffabile, il satirico, il pop e l’anti-pop, il mainstream, odiato-amato, unico, l’eroe dello stencil e della bomboletta, l’uomo copertina di questo post: Banksy!
Io lo amo. Non c’è altro da aggiungere.



Mi hai fatto venire voglia di conoscere Dave, la guida che vi ha portato in giro! E ho voglia di partire subito per Londra!
Proprio ieri sono stata a Padova e nel tragitto, ho scoperto nuove opere (per me) di Street Art che mi hanno reso felice: quindi posso capire l’entusiasmo di Dave nello scoprirne di nuovi!
Se ti piacciono graffiti e steer art DEVI andarci!
Complimenti, che bell’articolo dettagliatissimo! Visiterò di certo questa zona quando andrò a Londra!
Grazie mille Tiziana!
Che meraviglioso tour! Attraverso le tue parole mi è sembrato di essere là, con quella guida che sembrava essere uscita direttamente da un film, di quelli belli… e tutte queste straordinarie opere d’arte, transitorie e potenti… Mi hanno davvero colpito! 😊
Felice di sentirlo, Alessia!
Adoro la street art!! Bel pezzo!
Grazie Silvia!
Che tour fantastico!! Ora voglio andare a Londra per fare il tour con Dave! 😉
La street art mi incuriosisce da sempre e questa è davvero favolosa!!
Dave, eroe nazionale!
Se hai amato quella zona di Londra, prova a trascorrere un paio di giorni a Bristol. Per me è la città più artisticamente viva di tutto il Regno Unito e non a caso Banksy viene da lì.
Grazie mille, mi confermi che dobbiamo pensare a Bristol…
Sono a Londra in questo momento e cercando informazioni sono incappata in questo tuo bellissimo articolo, questa zona di Londra non la conosco. Credi io possa visitarla anche da sola? Ho inserito e prenotato già parecchie cose di qui a sabato, giorno del rientro e anche se mi hai incuriosito non credo di riuscire a prenotare un tour vero e proprio. Credi che un paio d’ore possano bastare per un giretto? Mi hai proprio messo la voglia di andarci 😍
Ciao Barbara,ti direi proprio di sì, il “quartiere” si gira tranquillamente a piedi e molte opere non puoi non vederle. Però, investendo poco più tempo (il tour dura circa tre ore) riusciresti ad orientarti molto meglio e ti assicuro che ne vale la pena. Magari prova a scrivere a Dave, dal suo sito (linkato nell’articolo) per capire se c’è modo di inserirsi. Poi fammi sapere cosa ne pensi.
Spero tanto di poter andare a Londra quest’anno, sono almeno due anni che ci provo ma non riesco mai! E da amante della street art non posso non segnarmi questo articolo!! Grazie mille!!
Alessandra
Quando vai, facci un fischio
Adoro! La street art è una firma espressiva che comunica senza chiedere il permesso, gradita o meno che sia, colpisce dritta… Al cuore, allo stomaco, in piena faccia… Dipende 😉
Ho gironzola to per Shoreditch qualche anno fa e si respirava già un’aria creativamente promettente!
Ester
Concordo su tutta la linea Ester
A me piace la street art ma quella legale e con bei soggetti, non mi piacciono invece le scritte che molti fanno deturpando le cose altrui o pubbliche.
La street art a volte può essere oggetto di dibattito, è vero, anche questo è bello per me
Tante volte a Londra ma mai visto ciò! Ottimo spunto!
Grazie!
Anche noi adoriamo la street art e queste opere sono veramente stupende.. La faccia che sbuca dal muro e il cartello con il lottatore di sumo ci hanno colpito particolarmente, sono troppo divertenti! Dave vi ha fatto fare veramente un gran bel tour e soprattutto, da come ne hai parlato, è di quelle persone che sa trasmettere le sue passioni e questo ci piace tantissimo..
Sì, è stata una bella esperienza
Wow, adoro sia la street art che Londra, accoppiata perfetta!