CookBook #9: How to be a domestic goddess

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“How to be a domestic goddness” di Nigella Lawson

Su questo libro ho delle opinioni un po’ contrastanti, forse perché mi ero aspettata molto e in parte le mie aspettative sono state disattese. Cioè: chi di voi pulzelle non vorrebbe essere una domestic goddess? Io lo vorrei, assolutamente. Anche perché sono tutt’altro, mi si potrebbe definire una domestic distaster piuttosto.

Cmq, nessun reale consiglio su come diventarlo davvero. Il libro è pieno invece di ricette goduriose con chili di zucchero e di burro, ma forse è grazie all’iperglicemia di tutta la famiglia che si diventa delle dee! 🙂

Vi passo poi un altro paio di dettagli negativi su questo libro e poi passiamo finalmente alle note positive:
1. Perché ci sono così poche foto? Un libro di cucina per funzionare bene deve avere una foto per ogni ricetta. Per me è importante vedere a che risultato potrei aspirare.
2. Le dosi degli ingredienti sono in cups. Questo potrebbe essere un problema della versione che ho comprato io, e magari in giro se ne trovano anche con la conversione in grammi. Sta di fatto che per provare la ricetta, visto che per convertire le cups, non basta una semplice equazione matematica ma bisogna verificare di volta in volta la consistenza degli ingredienti, ho deciso di lanciarmi e di usare per la prima volta i misurini da cups che mi ha portato la mamma dagli USA. Risultato: un disastro, non ce la posso fare, io sono una donna da sistema metrico decimale!

Qualcosa di bello però ovviamente questo libro ce l’ha, senno non sarei qui a parlarvene: le ricette fanno venire l’acquolina in gola. Non solo quelle dolci, ma anche quelle salate! Parliamo per esempio del capitolo dedicato al cioccolato: tutte ricette da provare!

I miei segnalibri: easy almond cake, boston cream pie, baby bundt, carrot cupcakes  with cream cheese icing (capitolo sui cake), irish blue crackers, strawberry shortcakes (capitolo su cookies, scones e muffin), zucchini and chickpea filo pie, cornish pastries, cheese, onion and potato pies, black and white tart (capitolo sui pie), torta alla gianduia, chocolate-pistachio cake, chocolate mousse cake, chocolate-raspberry tart, pain-au-chocolat pudding (capitolo dedicato al cioccolato).

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Irish soda bread

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Irish-soda-bread

Le vacanze estive si stanno avvicinando e io sento il bisogno di pensare per quale meta preparare la valigia. Però ancora non posso, ci sono alcune cose che io e Brontolo dobbiamo sistemare prima (prima o poi vi racconterò!) per cui la decisione va rimandata. Allora ho deciso di fare un po’ la nostalgica e mi sono messa a ripensare al viaggio che abbiamo fatto lo scorso anno in Irlanda. Ho riletto i miei post, riguardato le fotografie e fatto una di quelle ricette che mi ero appuntata per rifare una volta tornata a casa.

Così è successo che in casa ci siamo ritrovati con un profumatissimo irish soda bread.

Questo pane è fantastico e ovviamente ha una consistenza del tutto diversa rispetto al pane lievitato con il metodo classico. La cosa ganza di questo tipo di lievitazione è che non occorre usare farine forti, ad esempio si possono usare le farine per celiaci!

La cosa complicata è trovare il latticello (che è fondamentale per attivare la reazione chimica in il bicarbonato): io l’ho preso al NaturaSì e già che c’ero ho preso anche la farina macinata a pietra che mi piace tanto.

 

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Eton mess

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Eton-mess

 

Non so se lo conoscete già, ma se così non fosse ve lo presento!

L’Eton mess  è un simpatico dolcino al cucchiaio di tradizione inglese, composto da meringa, fragole fresche e mature e panna montata. In sostanza una vera goduria che si abbina in maniera perfetta alla mia passione per i dolci con le fragole (in sostanza alla fine è una versione meno elegante della pavlova australiana).

In più l’Eton mess ha una storia carina da raccontare, in quanto è il dolce che viene servito al tradizionalissimo (?) pranzo fatto per celebrare l’annuale partita di cricket tra le squadre dell’Eton College e del Winchester College.

Dice che la sua versione iniziale fosse con le banane, ma poi le fragole hanno preso il sopravvento. Eccecredo! 😀

Rientra ufficialmente tra la lista dei miei dolci preferiti sia da mangiare che da fare perchè è buono e semplice semplice. E poi, visto che anche io sono un po’ messy, non posso che amarlo…!

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