Un-week-end-a-Napoli

Vi sembrerà assurdo ma io (Stefano) non ero mai stato a Napoli. E’ scioccante, lo so. Così Gaia mi ci ha portato. Ora che ho visto la città di Pulcinella non solo non sono morto, ma un weekend a Napoli mi è sembrato un modo grandioso di scoprire un pezzo di Italia inesplorato e bellissimo. Almeno per me, maledetto toscanuccio di provincia, un po’ snob, lettore traviato mio malgrado dalle idee del vecchio – e spesso erroneo – Curzio.

Tre giorni a Napoli, due e mezzo, via, un weekend lungo, dal venerdì dopo pranzo a domenica sera. Una fuga a sud, tenendosi a distanza dagli stereotipi e dai “salvinismi” di maniera. Scappando dai rigurgiti salutistici che tipicamente accompagnano la nostra coppia alle porte della primavera (con pranzi e cene vegane, biologiche, low-carb, per dimagrire in vista dell’estate) e abbracciando sua maestà il carboidrato fritto napoletano: taralli, pizza, pizza fritta, frittata di maccheroni… Una simpatica forma di suicidio rituale godurioso per via colesterolemica!

UN WEEKEND A NAPOLI: LA MISSIONE

Vedere quanta più Napoli autentica possibile. Mangiare quanta più pizza spettacolare possibile, prendendo meno chili possibile! Ce l’abbiamo fatta? A visitare Napoli sì. A rimanere peso-forma… no! Gaia ha steso un itinerario stile commando, micidiale: non siamo mai stati fermi e abbiamo voluto concentrarsi sul centro storico di Napoli, senza evitare quelle zone forse meno turistiche (per una brutta nomea come il Rione Sanità o i Quartieri Spagnoli) ma autentiche, e napoletane al 101%.

San Gennaro di Jorit Napoli
Il San Gennaro operaio di Jorit a Forcella

DOVE ABBIAMO DORMITO

La nostra base per le scorribande cultural-mangerecce è stato un bed and breakfast decisamente raccomandabile. Paolo e Claudia sono due ragazzi in gamba e super attenti all’accoglienza. Il loro B&B principale Le 4 Stagioni – Dante’s Suites è piazzato strategicamente proprio su Piazza Dante: una location perfetta per esplorare il centro, da Via San Biagio dei Librai, passando per Via Toledo, Spaccanapoli, ecc. Oltre che darci una camera eccellente (con la vista sulla piazza!) e un’accoglienza magnifica, ci hanno anche fatto una mini presentazione di Napoli e dei sightseeing nei dintorni. Quando torneremo a Napoli – e ci torneremo! – staremo di nuovo da loro. Tra l’altro hanno appena aperto anche un’altra struttura nella zona di piazza Bovio, a pochi passi dal Maschio Angioino e dalla splendida Piazza Del Plebiscito; un’ottima posizione anche per poter andare a prendere il traghetto per fare una gita in giornata a Capri, per cui potremmo scegliere di soggiornare lì!

Piazza Dante - Napoli
Piazza Dante, un punto strategico per visitare la città

L’ITINERARIO IN DETTAGLIO DEL PIZZATOUR!

GIORNO 1 (zero chili presi, per ora)

Arrivati in Stazione Centrale abbiamo preso la metro e siamo andati diretti alla fermata Dante, che si trova appunto in Piazza Dante, dove avevamo il B&B.

Da lì abbiamo attraversato Port’Alba e abbiamo fatto un giro intorno a via dei Tribunali.

L’aperitivino fra amici, in mezzo alla strada è stato un semplice, leggero, dietetico pasto a base di frittatelle di maccheroni e crocchette alla friggitoria Da Matteo, proprio in via dei Tribunali!

Poi, con una certa fame residua, abbiamo deciso di giocarcela con modestia… Pronti, attenti, via! Cena con la pizza di SORBILLO! (Sulle pizze e sulle pizzerie torneremo con un post dedicato, ndr!)

Piazza Plebiscito Napoli
Piazza Plebiscito
GIORNO 2 (alcuni etti di fritti e di pizza dopo…)

Il secondo giorno abbiamo cercato di camminare un sacco per cercare di consumare più calorie possibili!

Siamo partiti da Piazza Dante e abbiamo percorso via dei Tribunali fino ad arrivare al Duomo. Da lì abbiamo poi girato per Spaccanapoli che abbiamo girato in lungo e in largo facendo una deviazione su San Gregorio Armeno.

Ovviamente ci siamo fermati da Scaturchio a mangiare un babà gigante, che ve lo dico a fare! 🙂

Arrivati in Via Toledo abbiamo svoltato per andare a vedere il mercato della Pignasecca dove in un forno abbiamo comprato dei taralli ‘nzogna e pepe buonissimi! Da lì abbiamo camminato per via Toledo fino ad arrivare alla fermata omonima della metro. Nel frattempo era giunta l’ora di pranzo, per cui il nostro stomaco iniziava a reclamare una nuova dose di pizza. Ci siamo trasferiti in zona Mergellina per andare in Piazza Sannazzaro da 50 Kalò.

Una mega pizza a testa dopo, era necessaria una sgambata. Così ci siamo fatti tutto il lungomare fino a Castel dell’Ovo. Vista spettacolare dal castello e poi dritti a piedi fino a Piazza del Plebiscito, in tempo per il tramonto. Potevamo non spararci anche un caffè ustionante da Gambrinus e una sfogliatella calda da Sfogliatella Mary.

La serata si è conclusa con un corsa verso il centro dove ci aspettava il tour di “Napoli sotterranea“; un’esperienza affascinante alla scoperta di una città sotto la città. Guide bravissime, e un sacco di aneddoti interessanti, ma non adatto ai claustrofobici!

La giornata è stata parecchio densa, così densa, ma così densa… che sembrava ragù. E infatti quello abbiamo mangiato, in un tripudio finale di pasta, pomodoro e ciccia! Il posto si chiama Tandem, e fa solo quello!

Qui sotto trovate alcune mappe dettagliate dei nostri vagabondaggi…

Itinerario-Napoli-1
La prima parte dell’Itinerario
Itinerario-Napoli-2
La seconda parte dell’Itinerario
Itinerario-Napoli-3
La terza parte dell’Itinerario
Itinerario-Napoli-4
La quarta parte dell’Itinerario

GIORNO 3 (con almeno due chili di Napoli nel cuore  – e nella panza)

La mattina del nostro ultimo giorno del weekend a Napoli abbiamo deciso di spenderla con un progetto davvero bello. Quello dell’associazione La Paranza. Dopo una bella camminatina in salita, perfetta per l’appetito. Arrivato in cima sentivo già il bisogno di un babà o due, ma mi sono trattenuto. All’ingresso, nella biglietteria, accanto alla Basilica di Santa Maria della Sanità, ci ha accolto Enzo uno dei ragazzi responsabili del progetto. Ci ha spiegato l’idea dietro al lavoro dell’associazione, i risultati ottenuti, le prospettive future. Ci ha dato due dolcetti dall’apparenza innocua, tali “Fiocchi”… Una botta pazzesca: crema alla ricotta, pasta fritta, boh? Stratosferici. Poi ho scoperto che sono famosissimi, invenzione della Pasticceria Poppella nel rione Sanità.

Non voglio anticipare nulla però: su questo giro faremo un post speciale. In breve, siamo passati attraverso le Catacombe di San Gennaro, quelle di San Gaudioso fino al cimitero delle Fontanelle, una macabra e affascinante rivelazione.

Per riprendersi definitivamente dal giro del rione ci voleva qualcosa di forte, qualcosa di unico. Dopo un po’ di fila siamo stati accolti dalla vociante simpatia di Concettina ai Tre Santi con la pizza di Ciro Oliva (anche su questo locale ne leggerete delle belle in futuro).

San Gregorio Armeno
Statuette di Pulcinella a San Gregorio Armeno

LA FINE DI UN WEEKEND – L’INIZIO DI UN AMORE?

Conclusioni? Il nostro weekend a Napoli è stato immenso, gustoso, digeribile e ingrassante. Ma oltre al nostro giro-vita, credo sia cresciuta anche la nostra cultura; di sicuro il nostro rispetto di viaggiatori e di italiani per una città che – sicuramente al netto di alcuni problemi reali, che esistono – è un esempio di accoglienza e disponibilità, di grande cucina e di grande storia.

Toledo Napoli
La stazione della metropolitana Toledo
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One thought on “Un weekend a Napoli

  1. Pingback: Dove mangiare la pizza a Napoli

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