Fumetti di viaggio

Di libri di viaggio ce ne sono un’infinità. Un giorno scriverò un post sui miei preferiti e sarà lungo, noioso e difficile da digerire. Ma non oggi. Oggi si ragiona di fumetti, graphic novel e reportage. Mi sono accorto, preparando il prossimo viaggio in Palestina, che parte del mio studio sul paese e su Gerusalemme si basava proprio su fumetti “di viaggio”, e non solo romanzi o guide.

Così, un pensiero dietro l’altro, ho ripassato mentalmente tutte le volte che per capire un paese mi sono imbattuto in graphic novel o fumetti. Diverse volte! Abbastanza per scriverne e raccomandarne la lettura. Ecco perché sono qui: ovviamente per dirvi quali – secondo me – sono i fumetti più adatti per viaggiare / preparasi a un viaggio.

Guy Delisle, forse l’autore più famoso

Come si fa a non cominciare con lui? Tratto semplice e pulito, lineare, tendente al bidimensionale. Ma una capacità di narrazione fulminante. Quadretti e scene di vita quotidiana, piccoli morality tales, sono la sua specialità. Racconta con un occhio divertito e aperto i paesi più “strani”. E’ quebecchese – e questo da solo me lo rende simpatico – e viaggia disegnando e disegna viaggiando, spesso con i figli e la moglie (che lavora per Medici senza frontiere). Con lui sono “stato” in Cina (Shenzhen, 2000 – in Italia edito da Rizzoli Lizard), poi in Corea del Nord (Pyongyang, 2003), ma anche in Birmania (Cronache birmane, 2007). Ultimamente l’ho seguito in Palestina in un viaggio strampalato quanto divertente al seguito della moglie, nella Terra Santa (Cronache di Gerusalemme, 2011).

Se conoscete già l’autore bene per voi! Se dovete scegliere, iniziate da Pyongyang. È ancora tristemente attuale e forse il più “compatto” come storia.

libro su Pyongyang

Zerocalcare: devo aggiungere altro?

Per gli italiani della mia generazione (oddio, ho davvero scritto questa frase?) è un punto di riferimento. I suoi fumetti li ho letti tutti e ogni maledetto lunedì, tanto per citare, ho aspettato con ansia le strisce settimanali sul suo blog. Romano di Rebibbia, paranoico mangia-plumcake, Zerocalcare è una voce “antagonista” e pop allo stesso tempo. Con il suo Kobane Calling (Bao Publishing, 2016) ha disegnato e scritto uno dei reportage di viaggio e di guerra (o quasi) più intensi che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Senza smettere di far ridere e sorridere – amaro ogni tanto.

libro fumetti di zerocalcare Kobane calling

Joe Sacco, viaggi, guerra e speranza

Il suo tratto talvolta caricaturale, eccessivo, confusionario (non sempre, eh!) mi ha lasciato interdetto ogni volta. Non in senso negativo, proprio sconvolto. Le sue storie sembrano “vere”, e lo sono, lui è un giornalista in tutti i sensi, nonostante una narrazione che sconfina nell’onirico e, quando racconta delle atrocità viste o sentite, nell’incubo. Di lui ho letto Palestina (Mondadori, 2001) una serie di racconti-incontri con israeliani e palestinesi sullo sfondo della martoriata Terra Santa e Neven (Mondadori, 2010) ora quasi introvabile in Italia, una sorta di seguito del più famoso Safe Area Goradze (che per ora si trova solo in inglese: Jonathan Cape, 2007). È un peccato che non si trovino le sue opere più facilmente, ma poter leggere Palestina è già qualcosa.

Libro di fumetti di Joe SaccoReinhard Kleist, un tedesco dal sangue caldo

Che a quanto pare adora, come me e Gaia, l’isola di Cuba! Ho comprato i suoi libri lo scorso anno per “prepararmi” al viaggio, e ho fatto bene. Sono dei fumetti curatissimi, molto scorrevoli. Piuttosto rarefatto e tratti vuoto Habana. Un viaggio a cuba (Black Velvet, 2011, a quanto pare fuori commercio) e decisamente più utile e ricco di storia e dettagli Castro (Black Velvet, 2012, che invece si trova). A me aveva convinto questa motivazione del perché andare a Cuba, contenuta in Habana:

«Perché è un paese molto interessante in questo momento», così rispondevo agli amici che mi rinfacciavano di essere un nostalgico della rivoluzione o di essere irrimediabilmente attratto dall’immagine sdolcinata di quel paese. «Perché Fidel Castro si è dimesso e questo segna un cambiamento in uno degli ultimi avamposti del socialismo, una spina nel fianco del Nord America.» Inoltre, il nome ha sempre avuto per me un suono accattivante: sapeva di avventura, nostalgia di paesi lontani, gioco d’azzardo, declino. Ma questo preferivo tenerlo per me. 

Fumetti di Reinhard KleistMarjane Satrapi, prodigio persiano

Ho letto Persepolis (Rizzoli Lizard, 2007) prima di partire per l’Iran. Un libro a fumetti divertente e utile per capire gli anni più turbolenti di quel paese attraverso gli occhi di una ragazzina. Non proprio un libro di viaggio, ma sicuramente un libro utile per un viaggio. Un gran bel fumetto – ormai più che celebre -, fuori dalla tradizione grafica occidentale, “diverso” nello stile, d’impatto anche se volutamente naïf.

Persepolis un fumetto di Marjane Satrapi

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3 commenti su “Viaggi e reportage a fumetti

  1. Laura

    Bellissimo articolo che propone un punto di vista originale sulla narrazione di oggi. Anche se esce un po’ dal filone, io aggiungo le avventure di Corto Maltese di Hugo Pratt. La sua Venezia è immaginaria e reale al tempo stesso.

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